Ispra: i precari attendono risposte
Commissariato. Senza statuto, senza una missione chiara. Ormai l’Istituto Superiore per la ricerca e la protezione ambientale, (ISPRA) nato dall’accorpamento di APAT- ICRAM e INFS, assomiglia semnpre più una scatola vuota. Il nuovo ente va avanti da oltre un anno senza una vero indirizzo, senza strumenti e soprattutto senza personale, ormai dimezzato da continui licenziamenti. Quel che prevale è la ricerca del basso profilo tanto è vero che dei più importanti report annuali dell’ex Apat quest’anno, a differenza del passato, non siano stati accompagnati da azioni di comunicazione adeguate. E’ il caso del rapporto rifiuti, passato in sordina senza alcuna presentazione, ma anche dell’Annuario dei dati ambientali, documento di importanza fondamentale per un governo che intende davvero attuare una strategia a livello ambientale. Ma la vuole attuare? E’ una domanda alla quale ancora oggi non si riesce a dare risposta e sicuramente non ci riescono tutti i dipendenti dell’Ispra, soprattutto i precari che da giorni si trovano sul tetto della sede della sede di Casalotti a protestare contro i continui licenziamenti. Si tratta di ricercatori, tecnologi e amministrativi che da anni servono il cittadino attraverso l’Ispra e che improvvisamente vengono spediti a casa senza nessuna spiegazione. Sono tutte persone di valore, alcuni impegnati sul fronte della nave dei veleni, altri responsabili o coinvolti in progetti internazionali ancora in atto Non sono chiaramente i fannulloni ai quali ha dichiarato guerrail Ministro Brunetta, visto che al forum PA proprio lui ha recentemente premiato uno dei progetti realizzati esattamente da questo personale precario, che quindi al contrario avrebbe diritto ai “premi produzione” previsti dal decreto Brunetta nato all’insegna del principio della meritocrazia.
E invece l’unica strategia attuata dalla titolare del dicastero sembra essere quella mirata a non far crescere l’istituto che, non a caso, a distanza di oltre un anno dall’insediamento della struttura commissariale, si trova ancora senza statuto.
E pensare che quello dell’accorpamento fu uno dei primi atti di questo Governo, inserito a sorpresa tra quelli relativi all’emergenza in Campania, quasi a voler dare fin da subito un’indicazione precisa sulla propria linea politica: ambiente e risparmio di spesa nelle p.a sembravano essere i principi cardine su cui impostare le azioni da intraprendere. E invece non solo l’ambiente continua a rimanere in fondo alla lista delle priorità governative, ma anche quello relativo alla sorte dei lavoratori che operano nel settore non sembra poi destare molta preoccupazione. Basti pensare che il Ministro dell’Ambiente, pur essendo a conoscenza del fatto che molte persone sono da giorni esposti al freddo e al maltempo, ha dichiarato che risponderà sulla questione solo fra una settimana.
La protesta in diretta su:
http://www.nonsparateallaricerca.org/








