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Nucleare, oggi in Cdm il decreto sui criteri di scelta dei siti

9 febbraio 2010 0 commenti

>Nucleare, secondo round. Torna stamani in Consiglio dei ministri lo schema di decreto che individua non i siti per le future centrali, ma “i parametri tecnico-ambientali che serviranno a scegliere le aree” adatte per gli impianti di produzione elettrica ad energia atomica. E contemporaneamente torna a salire il livello della polemica politica sulla scelta di tornare all’atomo, con un forte conflitto tra Governo e Regioni, a suon di leggi impugnate in consulta. Dal canto loro i fautori del nucleare ribadiscono le loro convinzioni. Fulvio Conti, amministratore delegato di quell’Enel che sara’ tra i protagonisti della rinascita del nucleare, avverte: ”In termini di danno per il Paese non c’e’ niente di piu’ grave dei pregiudizi infondati sul nucleare”.

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Il decreto era stato gia’ approvato nel Consiglio dei ministri lo scorso 22 dicembre. E torna al vaglio dei ministri per l’ok definitivo, che terra’ conto dei pareri delle commissioni parlamentari competenti, del Consiglio di Stato e della Conferenza Stato-Regioni. Conferenza che ha gia’ espresso un giudizio negativo: la maggioranza delle Regioni ha infatti detto ‘no’ al piano di costruzioni delle nuove centrali. Uno scontro tra autonomie e Governo che e’ sfociato in una ‘guerra aperta’ di ricorsi incrociati: se nei mesi scorsi 11 Regioni avevano impugnato la Legge sviluppo davanti alla Consulta, il 4 febbraio e’ stato l’esecutivo a impugnare di fronte alla Corte Costituzionale le leggi regionali con cui Campania, Puglia e Basilicata hanno di fatto impedito preventivamente la costruzione di centrali sul loro suolo. Insomma, una situazione intricata e molto complessa.

Scajola: iter autorizzativo concluso in due anni
Per Scajola, comunque, dall’ok di domani prendera’ il via ”il percorso per la scelta dei siti da parte delle imprese”, con la previsione di completare gli iter autorizzativi in due anni. I tecnici del ministero, infatti, sottolineano come a loro giudizio le polemiche siano del tutto premature: i passaggi consultivi con le Regioni saranno ”vari e numerosi”. Nei prossimi tre mesi infatti il Governo approntera’, sulla base del decreto e delle misure dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, un documento complessivo, sulla cui base poi gli operatori imprenditoriali faranno le loro proposte per i siti. Proposte il cui iter autorizzativo – confermano dal Ministero – coinvolgera’ pienamente le Regioni. Insomma un confronto con molte fasi di dialogo e verifica, con il quale il Governo conta di spegnere polemiche e contrasti con scelte il piu’ possibile condivise. Nella versione licenziata a dicembre dal Cdm, inoltre, sono previsti benefici economici, fino a 10 milioni di euro a centrale, per gli enti locali e le popolazioni coinvolte.

Il Pd Attacca: subito l’elenco dei siti
Il Partito Democratico chiede al governo di “dire agli italiani quali saranno le regioni ed i siti in cui intende localizzare le centrali nucleari prima delle regionali” perchè “una campagna elettorale omissiva di questo tema sarebbe ingannevole ed irrispettosa del voto popolare”. Lo ricorda al Governo la capogruppo del Pd nella commissione Ambiente della Camera, Raffaella Mariani. “Come può il ministro sostenere – sottolinea – che l`individuazione dei territori dovrà essere fatto dagli operatori privati? Sarebbe una scelta folle che sembra nascere solo ed esclusivamente dal tentativo di un ennesimo scaricabarile pre-elettorale: della serie non siamo noi a decidere, ma i privati. E` evidente – conclude Mariani – che l’obiettivo e’ quello di attendere le elezioni regionali, per poi stabilire ‘dall’alto’ le scelte in materia di politica energetica, ignorando il parere delle regioni, degli enti locali e dei cittadini”.