Nuova frana nel messinese, evacuate 120 persone
Ancora frane nel messinese. Mentre gli interventi di mitigazione dei dissesti latitano un movimento franoso, che attualmente procede a 7 chilometri l’ora, sta interessando le contrade Lineri e Ricchio del comune di Caronia, nel Messinese, dove dalla mezzanotte sono state fatte evacuare 120 persone in un’area collinare di circa 50 ettari. Da stamane evacuate anche le case piu’ a monte della zona interessata, dove cominciano a vedersi le prime crepe. Sul posto, nella notte, sono intervenuti carabinieri e forze dell’ordine, e stamattina sono arrivati gli uomini della Protrezione civile. Il 14 febbraio scorso un’altra frana ha interessato il Comune di San Fratello, sempre nel Messinese, dove e’ stato evacuato un terzo dei circa 4500 abitanti.
Il vasto movimento franoso ha travolto una villetta disabitata e sta minacciando altre abitazioni. Sul posto si trova il sindaco di Caronia, Giuseppe Collura, che sta coordinando i primi interventi. ”Stiamo predisponendo un centro di coordinamento al comune – spiega il sindaco – e abbiamo attivato tutte le procedure prviste in questi casi. La frana, per le sue modalita’, presenta numerose analogie con quella di San Fratello, anche se fortunatamente non minaccia il centro del paese. Il fronte si sta muovendo velocemente ed e’ molto ampio”.
LA COLDIRETTI: NEL MESSINESE 84% DEI COMUNI E’ A RISCHIO FRANE
L’84 per cento Comuni della provincia di Messina è considerato a rischio per frane e alluvioni anche per effetto della progressiva cementificazione del territorio che ha sottratto terreni fertili all’agricoltura. È quanto afferma la Coldiretti in merito al movimento franoso che ha colpito il comune di Caronia, nel Messinese, con l’evacuazione di 120 persone. Appena due settimane fa un’altra frana aveva interessato un altro comune della zona, San Fratello, costringendo circa 1.500 persone ad abbandonare le proprie case. La situazione di Messina con ben 91 comuni a rischio si conferma più grave rispetto alla media nazionale in Italia dove – precisa la Coldiretti – ci sono 5.581 comuni, il 70 per cento del totale, a rischio idrogeologico dei quali 1.700 sono a rischio frana e 1.285 a rischio di alluvione, mentre 2.596 sono a rischio per entrambe le calamità. All’elevato rischio idrogeologico in Italia non è certamente estraneo il fatto che un territorio grande come due volte la regione Lombardia, per un totale di cinque milioni di ettari equivalenti, è stato sottratto all’agricoltura che – afferma la Coldiretti – interessa oggi una superficie di 12,7 milioni di ettari con una riduzione di quasi il 27 per cento negli ultimi 40 anni. Il progressivo abbandono del territorio e il rapido processo di urbanizzazione spesso incontrollata non è stato accompagnato da un adeguamento della rete di scolo delle acque ed è necessario intervenire per invertire una tendenza che – sottolinea la Coldiretti – mette a rischio la sicurezza idrogeologica del Paese. Una situazione aggravata dai cambiamenti climatici in atto che – conclude la Coldiretti – si manifestano con una maggiore frequenza con cui si verificano eventi estremi, sfasamenti stagionali, maggior numero di giorni consecutivi con temperature estive elevate, aumento delle temperature estive e una modificazione della distribuzione delle piogge.









