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Milano, con il caldo torna l’allarme ozono

28 giugno 2010 0 commenti

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Con il caldo arrivano gli sforamenti dell’ozono. Sono bastati un paio di giorni di temperature relativamente alte infatti per far schizzare le centraline che misurano il gas nocivo. E dunque è di nuovo allarme ozono in Lombardia. In regione pare non esserci via di uscita: in inverno il Pm10 ammorba l’aria, in estate è l’ozono ad insidiare le vie respiratorie. I prossimi giorni, secondo le previsioni Arpa, la situazione sembra destinata a peggiorare: mentre nel week end sono scattati i primi sforamenti della soglia di attenzione, oggi e domani potrebbe essere valicata anche la soglia di allarme fissata a 240 microgrammi per metrocubo, con caldo e afa che aggraveranno il disagio per le vie respiratorie”. E’ quanto sottolinea Legambiente. Complice la circolazione atmosferica di tipo estivo, spiega l’associazione, l’inquinamento della Pianura Padana migra a Nord, verso laghi e monti prealpini: e così ieri a vedersela peggio sono stati gli abitanti di Colico dove le analisi dell’Arpa hanno registrato una concentrazione di ozono di 213 mg/mc, ben oltre la soglia di attenzione di 180 mg/mc. A Valmadrera nei giorni scorsi si sono toccati picchi di 200 mg/mc e lo stesso è successo a Nibionno (Lc), a Merate ozono a 188 mg/mc. Alte le concentrazioni anche a Meda e Carate Brianza (MB). Pessima l’aria anche a Milano e provincia. A Cormano ieri si registravano 196 microgrammi per metrocubo, 192 ad Arconate, 187 a Trezzo d’Adda e 186 a Pioltello. Anche chi ha passato il weekend nelle strade del capoluogo lombardo ha respirato male: la centralina di via Pascal ha fatto registrare 181 mg/mc. Soglia di attenzione raggiunta e superata anche in provincia di Varese e nell’area del Sempione con Saronno a 191 mg/mc e Varese a 186. Il gas tossico ha superato la soglia di allarme anche a Lodi, Calusco (Bg) e a Erba (Co).

Sono complessi i meccanismi di fisica atmosferica e di trasporto di inquinanti alla base della ricorrente emergenza ozono, prosegue Legambiente, ma le cause primarie restano legate all’inquinamento da traffico: sono infatti le concentrazioni atmosferiche di idrocarburi incombusti (COV) e di ossidi di azoto (NOX) dei gas di scarico di auto, tir e aeroplani che, in presenza di forte irraggiamento solare, innescano le reazioni fotochimiche il cui prodotto finale è l’ozono, gas estremamente dannoso per le vie respiratorie. Da qui l’aumento di casi di asma e di patologie bronchiali croniche, soprattutto nelle fasce più a rischio: bambini, anziani e sportivi. Così, anche chi pensa di tenersi in forma praticando sport all’aria aperta si espone a seri rischi respiratori. “L’appuntamento estivo con questo pericoloso inquinante ci ricorda, ancora una volta, la necessità di azioni strutturali per ridurre il traffico stradale – dichiara Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia – Fintanto che la politica infrastrutturale della Regione continuerà a produrre progetti di nuove strade e aeroporti, non potrà esservi alcun miglioramento: ormai tutte le estati la nube di ozono staziona sul grande ingorgo da traffico dell’area metropolitana estesa tra Milano e le Prealpi lariane: situazioni di caldo e afa persistente possono rendere la situazione estremamente critica, perchè l’ozono è un forte agente aggressivo delle mucose respiratorie. I pedaggi delle autostrade regionali basteranno a pagare le cure a bronchi e polmoni dei cittadini lombardi?”. Unico consiglio per ridurre i danni: non uscire nelle prime ore del pomeriggio. Infatti le concentrazioni atmosferiche di ozono aumentano nel corso della giornata per effetto dell’insolazione. Per l’attività fisica all’aperto, l’ora migliore è di buon mattino.