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Batterio killer: 2500 contaminati in Europa. L’Oms: è un nuovo ceppo, molto tossico

2 giugno 2011 0 commenti

 _BATTERIOltre 2.500 persone in tutta Europa sono stati infettate dal batterio killer E.coli: e i morti sono già 18. Il cuore dell’epidemia è la Germania. Con una donna di 81 anni morta ad Amburgo, e’ salito a 17 il numero dei decessi. Nel Paese i contagiati sono stimati in piu’ di 2mila, a cui si devono aggiungere 490 casi tra Svezia (dove c’e’ stata l’unica altra vittima), Gran Bretagna, Olanda, Danimarca e Spagna. Nelle ultime ore e’ stato accertato un caso in Repubblica Ceca e si stanno facendo accertamenti su altri nove pazienti sospetti. Tutti i contagiati erano rientrati da viaggi in Germania. Nella sola Amburgo ci sono stati finora tre morti mentre sono ricoverate in ospedale 102 persone, tra cui 27 bambini e cinque donne incinte.

Il batterio killer responsabile dell’infezione e’ un batterio di un ceppo nuovo, mai individuato in precedenza. Lo ha detto oggi Aphaluck Bhatiasevi, portavcoe dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (Oms).   Scienziati del Genomics Institute di pechino sono arrivati a simili conclusioni, affermando che “questo E-coli e’ un batterio di un nuovo ceppo, altamente tossico”.   Il Genomics Institute cinese (Bgi), che ha sede nella citta’ meridionale di Shenzhen, ha condotto le ricerche sul batterio killer assieme al Centro Medico Universitario di Amburgo dove sono state ricoverate diverse vittime della misteriosa infezione.  Secondo il Bgi, il nuovo sierotipo non e’ mai stato coinvolto in precedenti epidemie da batterio di E-coli e mostra diverse somiglianze con una variante isolata nella Repubblica Centro Africana. Nel batterio vi sono inoltre diversi geni resistenti agli antibiotici, che rendono “estremamente difficile il trattamento con gli antibiotici”.

“Si tratta di un ceppo raro di un batterio E.coli (Escherichia coli), “0104:H4, Stx2-positive, eae-negativo, hly-negativo, ESBL, aat, aggR, aap)”, conferema l’Ecdc la cui sede è a Stoccolma. La causa della contaminazione è ancora allo studio, precisa l’agenzia europea. L’infezione da Escherichia coli (E.coli) di questo ceppo raro (E.coli 0104:H4), produttore di shiga-tossine (o verotossina), può causare emorragie intestinali.

E alcuni paesi di fanno prendere dal panico.  La Russia ha deciso di bloccare da oggi l’importazione di qualsiasi tipo di legume da tutto i Paesi dell’Unione Europea, in conseguenza dell’epidemia mortale causata dal batterio killer E.coli 0104. Lo ha annunciato l’Agenzia di protezione dei consumatori in Russia. “Una decisione sproporzionata” ha subito replicato Bruxelles.

“L’Italia esporta in Russia ortaggi e legumi freschi per un valore di 4,4 milioni di euro all’anno, ora messi a rischio per effetto dell’assurdo divieto imposto all’importazione di verdure e ortaggi freschi da tutti i paesi dell’Unione Europea” replica la Coldiretti che chiede la revoca del divieto immediato. “Dopo che le analisi delle autorita’ sanitarie europee hanno scagionato i cetrioli senza individuare al momento il fattore scatenante dell’epidemia, si tratta – sottolinea la Coldiretti – di una misura unilaterale e generalizzata del tutto inopportuna destinata peraltro a generare allarmismo e a far salire i danni subiti dagli incolpevoli produttori nazionali.  L’allarmismo ingiustificato creato attorno ai cetrioli – precisa la Coldiretti – ha provocato una psicosi nei consumi diffusa in tutta Europa che ha colpito anche le esportazioni nazionali di ortofrutta con perdite stimate in 20 milioni di euro in una settimana. Il crollo dei consumi di frutta e verdura in Germania e in altri Paesi europei cade infatti in una stagione importante per la produzione nazionale di frutta e verdura che – continua la Coldiretti – rappresenta la voce piu’ importante delle esportazioni agroalimentari con un valore per un valore complessivo di 4,1 miliardi di euro, superiore a quello del vino”.

L’ESPERTO: PER COMBATTERLO, LAVARSI LE MANI

Il rischio “batterio killer” si può ridurre con la prevenzione: ad esempio lavandosi le mani prima di mangiare.  “Tutte le malattie infettive si potrebbero ridurre con il semplice lavarsi le mani”, dice  Walter Ricciardi, direttore dell’Istituto di Igiene all’Universita’ Cattolica di Roma e presidente della terza sezione del Consiglio superiore della Sanita’. Un atto semplice, molte volte ignorato che invece, ribadisce Ricciardi, “abbatterebbe del 50% il rischio di contrarre infezioni“.   L’esistenza di batteri sempre piu’ resistenti “e’ una cosa normale nella storia dell’umanita’, nella lotta per la sopravvivenza degli organismi”, spiega l’esperto. “Sono batteri oro-fecali che esistono nel nostro organismo – sottolinea – naturalmente qualcosa e’ andato storto” sul proliferarsi del batterio all’esterno. “Il consumatore deve essere piu’ accorto”, continua Ricciardi che elenca le regole d’oro per evitare le infezioni: “Lavarsi le mani prima di mangiare o quando si manipolano gli alimenti; al ristorante stare attenti al consumo di cibi crudi e di quelli cotti o conservati male; evitare alimenti a rischio soprattutto in estate quando il caldo fa ‘scoppiare’, proliferare i batteri. Al bando quindi creme, insalate russe o cibi a base di uova, soprattutto quando sono esposti su piatti fuori dal banco frigo”. Occorre quindi essere piu’ accorti e prudenti. Anche a casa le regole sono le stesse: “Lavare bene le verdure, soprattutto quelle a foglia larga, meglio se con amuchina o bicarbonato”.