Il profumo del legno e della terra. Ma anche quello del vino che fermenta nei tini e quello dei funghi che si irradia nell’aria dell’autunno. Fresca, certo. E nello stesso tempo magica come il rosso e il giallo delle foglie. Camminare in questa stagione tra i boschi, le vigne e gli oliveti, in mezzo ai profumi densi, con le struggenti giornate luminose di sole cristallino, è un’esperienza di pace e di esaltazione dei sensi. Un’esperienza che lascia senza respiro. Soprattutto in questi giorni dove è ancora il sole a farla da padrone. Un’immersione nella natura incontaminata delle Terre di Siena. La vendemmia, ormai, è quasi tutta terminata. Così, per chi vuole trascorrere qualche piacevole giorno di relax immerso nelle dolci colline di questa fetta di Toscana non c’è che l’imbarazzo della scelta. Come accade, ad esempio, alle fattorie di Donatella Cinelli Colombini, dove si può camminare tra i vigneti di Brunello in un percorso disseminato di opere d’arte, secondo la filosofia del Landscape arte che combina, appunto, paesaggio e arte al fine di dare ai luoghi significati nuovi. Così si parte dalle otto colombe disegnate dall’orafo e sculture Orlando Orlandini per immergersi in un percorso artistico e meditativo che ha per scenario un pezzo del patrimonio dell’umanità: la Val d’Orcia. E al termine si può anche scoprire — sedendosi nel silenzio, davanti a un panorama che sembra uscito da un affresco medievale e gustando un bicchiere di Brunello — che il paradiso può essere anche dietro l’angolo di casa. Ma in questa stagione le Terre di Siena offrono, davvero, un ventaglio di occasioni straordinarie e, in parte, anche sconosciute. Così per chi al ‘nettare di bacco’ preferisce il frutto del luppolo tra San Quirico d’Orcia e Montepulciano, ci si può perdere camminando lungo i sentieri del gusto visitando due birrifici artigianali che, poco alla volta, stanno conquistando sempre nuovi estimatori, come «L’Olmaia» e il «Birrificio San Quirico». E, se poi, si vuole riscoprire il sapore delle cose genuine si può anche intraprendere un percorso che ci porti alla scoperta del pecorino fatto secondo l’antica tradizione. Qui, oltre che nella classica Pienza, vale la pena arrivare sino a Trequanda e Torrita di Siena, dove si trovano due dei ‘Locali del Buon Formaggio’ della provincia senese secondo Slow Food («Conte Matto» a Trequanda e «La Botte Piena» a Montefollonico). Ma un’esperienza da vivere per chi ama i piaceri della tavola è anche il Tartufo bianco di San Giovanni d’Asso (dove si consiglia la visita del museo che sorge nel piccolo borgo medievale e gli assaggi di ‘olio nuovo’ nella vicina frazione di Montisi: dove si possono trovare le tre denominazioni della provincia senese: Terre di Siena Dop; Chianti Classico Dop e IGP Toscano). Infine, risalendo il nord della provincia, si può arrivare a Castelnuovo Berardenga. Qui si trovano Poggio Bonelli e le storiche cantine Chigi Saragini. Due realtà di Mps Tenimenti, l’azienda agricola di Banca Monte dei Paschi. È dai vigneti di questa terra che nascono i vini «1472», data di fondazione della banca senese, affinati dalle competenze dell’enologo Carlo Ferrini, nella rinnovata cantina alimentata con pannelli solari. Un modello di «economia etica», come indicato dal presidente di Rocca Salimbeni, Giuseppe Mussari.
Tommaso Strambi
12 ottobre 2011

