Un lambrusco nuovo che profuma di viole

Cantina Sorbara, Viola autunno

 

Piccole cantine sociali crescono, nella qualità e nel business. Ne è un esempio la storica Cantina di Sorbara, fondata nel 1923. Nomen omen, qui tra Secchia e Panaro a valle di Modena è il terroir del più sottile, difficile e acido dei lambruschi, una volta snobbato proprio per la sua scontrosità ma oggi rilanciato dal lavoro di tanti piccoli e medi produttori. La svolta arriva con la presidenza di un giovane agricoltore, Carlo Piccinini, il cui dinamismo ha ridato slancio e aggressività alle linee produttive e alle politiche commerciali, una volta legate quasi solo alla vendita diretta o alla fornitura di materia prima ai lambruscai modenesi. Lo stile dei tanti vini prodotti (forse anche troppi) sono i profumi e la piacevolezza. Così è per i vari cru di Sorbara, ‘Terre della Verdeta’ e ‘Villa Badia’. Decisamente intrigante e vintage è il Lambrusco di Modena 2010 fermentato in bottiglia col tappo legato con lo spago ‘come una volta’, costruito con uve sorbara e un’unghia di salamino. Ma qui mettiamo sul podio il Viola d’autunno, il primo frutto del 2011 imbottigliato nella prima settimana di novembre, non un ‘novello’ ma un vino vero. Di grande piacevolezza, un bel naso di mosto, violette e fragoline; in bocca morbido, fragrante, gioioso. Lieve d’alcol (11°), perfetto sulle tavole autunnali tra caldarroste, salumi, tigelle e gnocchi fritti. Sugli scaffali della Gdo a 3 euro.

VIOLA D’AUTUNNO 2011, Cantina Sorbara
PER INFO: www.cantinasorbara.it

Lorenzo Frassoldati

14 dicembre 2011



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