Un barbera in purezza

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La Stoppa, Barbera

 

I vini dei Colli piacentini sono un po’ personaggi in cerca d’autore. Grande territorio, rossi e bianchi di stoffa e di tradizione, grandissimi passiti ma poca voglia di emergere, indole appartata e schiva un po’ come tutta la marca piacentina, che non è più Emilia e non ancora Lombardia. Non c’è dubbio comunque che questo territorio di frontiera meriterebbe di più, a dispetto di una denominazione poco distintiva, un po’ troppo pletorica di tipologie di vino. Elena Pantaleoni è sicuramente tra gli ‘autori’ di questo terroir. La sua azienda, La Stoppa, 30 ettari di vigna sui declivi della val Trebbiola, è da centinaia d’anni factory enologica. Il rinnovamento verso qualità, autoctoni e gestione biologica inizia nel 1973 quando la famiglia Pantaleoni subentra nella gestione. Poche (saggiamente) le linee aziendali, tra uve autoctone (malvasia di Candia aromatica, barbera e bonarda) e internazionali ‘storici’ come Cabernet sauvignon, merlot e semillon. Fra le eccellenze della maison lo straordinario Vigna del Volta, da malvasia appassita al sole, come una volta. Ma l’uva rossa più coltivata nel Piacentino è la barbera. La Stoppa è uno dei pochi che ‘osa’ barbera in purezza. E fa bene. Questo 2005 (un anno in barriques usate e 2 in bottiglia) è di una freschezza coinvolgente. Bel naso balsamico, bocca morbida, di grande equilibrio.

In enoteca sui 15 euro. BARBERA DELLA STOPPA, La Stoppa. Info: www.lastoppa.it

03 gennaio 2012

Lorenzo Frassoldati



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