Lodi, antichi sapori al Ristorante La Quinta

Tiziano Troianello
L’ATRIO D’INGRESSO assomiglia alla reception di un hotel. Ma il clima che si respira al ristorante La Quinta di Lodi è decisamente familiare. Qui, a 10 minuti dal casello autostradale della A1 e a una mezz’ora da Milano, si può gustare la vera cucina lodigiana, quella in cui formaggi, salsiccia e pannerone la fanno da padroni. Annarita Granata, 38 anni, e il fratello Stefano, 33 anni, hanno raccolto il testimone e la passione di papà Sergio, oggi 70enne, e portano avanti la gestione della attività. Lei, laureata in Economia e Commercio e sommelier, si occupa dei compiti di sala, dell’amministrazione e della cantina; lui, ex promessa del Novara calcio bloccato da un infortunio, è il re della cucina. Al loro fianco però ci sono anche lo stesso papà Sergio, mamma Giusi (una veneta di Cison di Valmarino trapiantata in Pianura Padana) e alcuni collaboratori.

LA STORIA del ristorante La Quinta (0371.35041) inizia nel 1982, ma le radici affondano nel 1966. In quell’anno Sergio Granata, reduce da una serie di esperienze in Germania, Svizzera e Inghilterra come cuoco e cameriere aprì, con il fratello Rodolfo, il ristorante Tram, in una splendida villa stile liberty di viale Milano (e sulle cui ceneri oggi sorge il Tribunale). Così fino al 1982. Poi traslocarono in piazza della Vittoria, nel cuore di Lodi. Il nome del locale diventò La Quinta perché la piazza era immaginata come un teatro e chi entrava nel ristorante poteva pensare di ritrovarsi un po’ dietro le quinte di quel palcoscenico.
Nel 1997 un altro trasloco, nell’attuale location di viale Pavia 76. Annarita e Stefano sono entrati nella conduzione tra il 1999 e il 2001. «Siamo molto uniti dalla passione per la cucina e la ristorazione — rivela Annarita —. Proponiamo ancora piatti degli anni Settanta però rinnovati dal punto di vista ad esempio delle materie prime o della modalità di cottura. Mio fratello va sempre alla ricerca di innovazioni». Un piatto principe che si può assaggiare al ristorante è lo storione alla lodigiana (anche se il pesce non arriva più dall’Adda, ma da una acquacoltura del Ticino). Un’alternativa sono gli spaghetti zucchine e salsiccia. Tipici anche i tortelloni di ricotta con ragù di rane, il risotto con le rane o il risotto al pannerone. Tra i secondi spicca il maialino arrosto. Tra i dolci il gelato con mascarpone e miele amaro.

25 gennaio 2012



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