Villafranca di Verona, un museo per la bici

Graziella Leporati

La prima bici col manubrui in legno

La prima bici col manubrui in legno

LA BICICLETTA: mito e poesia che ha ispirato scrittori e pittori, musicisti e cineasti. Due ruote che conservano il fascino della libertà, della spensieratezza, e che fanno riscoprire le dimensioni di spazio e tempo. Non stupisce quindi che Luciano Nicolis, imprendiore veneto, abbia creato a Villafranca, alle porte di Verona, uno dei più prestigiosi musei privati in Italia e in Europa in cui fra molteplici collezioni (auto d’epoca, moto, macchine fotografiche, macchine da scrivere, strumenti musicali, velivoli) ha dedicato un ampio spazio alle biciclette: ne ha raccolte (e messe in mostra) 120 che raccontano una storia bellissima. Il primo veicolo che possiamo definire a pieno titolo l’antenato della bicicletta, è un attrezzo in legno con due ruote e una specie di poggia-mani rigido. Su quel mezzo si montava a cavalcioni e si avanzava a suon di pedate sul terreno, e per cambiare direzione era necessario fermarsi e spostarlo a braccia. L’inventore nel 1790, era il francese Conte De Sivrac e il suo singolare destriero che chiamava cheval de bois prese il nome di Celerifero, costruito a forma di cane, serpente o pappagallo.

<EM>
BISOGNA COMUNQUE attendere il 1816 per avere la discendente diretta della nostra bicicletta: la Draisina. Carlo Federico Von Drais, barone di Sauerbronn, costruì in Baviera un velocifero, stavolta, sterzante con cui si poteva girare a destra e sinistra senza senza poggiare i piedi per terra. L’evoluzione del velocipede fece un ulteriore passo in avanti e nel 1867 in Francia diventò il Biciclo a pedali grazie ai Michaux (padre e figlio), che per primi si inventarono i pedali. Comparvero così le prime Michaudine e il successo fu enorme, tanto è vero che provarono anche a proporre il «triciclo di famiglia che vinceva le corse» E la storia della due ruote arriva all’apice nel 1885 a Milano nell’officina di Edoardo Bianchi: l’ingegno gli suggerì delle migliorie che cominciò ad applicare sino ad arrivare a produrre un Bicicletto tutto suo in cui appare per la prima volta un tubo orizzontale che congiunge lo sterzo con il sottosella, come nelle biciclette moderne. Bianchi vola nel mondo delle due ruote e negli anni 30 costruisce la bici con brevetto regio speciale per il corpo militare dei Bersaglieri italiani. Questo modello monta gomme con camera d’aria. Da quel momento per la bicicletta e la sua diffusione diventa tutta una pedalata in discesa.
Info: Museo Nicolis Via Postumia
Villafranca di Verona. telefoni 045 630 32 89 oppure 630 49 59
www.museonicolis.com

25 gennaio 2012



Le vacanze di Quotidiano.net

Articoli di In viaggio

Fotogallery

Una panetteria da veri gourmet Eataly, gusto made in Italy a New York