Alla scoperta del Prosecco: incontro con Duca di Dolle

La tenuta

La tenuta

C’è gente che snobba il “prosecchino” e si riempie la bocca coi grandi nomi del Franciacorta, o con les bulles de bonheur dei nostri cugini francesi. E questo perché siamo abituati a dare un nome a tutto, anche alle bollicine che ci solleticano il naso. È vero, il giuoco del remouage affascina e rende il frizzantino speciale, ma non per questo rappresenta l’unica faccia dell’universo spumante. Dopo una full immersion in Veneto, in occasione di “Vino in Villa”, devo riconoscere che il Prosecco (o come siamo costretti a chiamarlo: Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore) ha decisamente il suo perché. Perfetto per un aperitivo informale, con la mortadella a cubetti, i crostini, la porchetta, il baccalà mantecato, va giù che è una meraviglia, stimola la conversazione, frizza quel tanto che basta, senza gonfiare lo stomaco, preparandolo alla prossima ombra (il nome del bicchiere, che si chiama così perché il vino, per essere buono, deve rimanere all’ombra). Ne ho degustati tanti (da Muscoli’s e all’Hosteria dei Nanetti a Treviso, da Lino a Solighetto, al Castello di San Salvadore di Susegana, dove i produttori hanno presentato i loro vini in occasione di “Vino in Villa”), ma quello che mi è rimasto nel cuore (e nel naso) è senza dubbio quello del Duca di Dolle.

 

Andrea Baccini

Andrea Baccini

Perché un vino non va solo osservato, annusato, bevuto: va vissuto. E, per farlo, bisogna andare dove nasce, toccare con mano la terra dove crescono le vigne per capire da dove vengono il colore, i profumi, il carattere di quello che beviamo. Il Relais Duca di Dolle è un agriturismo di charme ricavato da un antico eremo del ‘500, ristrutturato nel pieno rispetto della struttura originaria, composta da diversi edifici posti sulla cima di un colle panoramico a pochi passi dal borgo di Rolle. Intorno, solo vigne, boschi, e silenzio, oltre ad una piscina contornata da comode poltroncine e divanetti: la cornice ideale per apprezzare al meglio le virtù del “CUV”. Il Duca di Dolle Spumante Brut “Rive di Rolle” Cuvèe è un vino biologico realizzato con uve provenienti da un singolo vigneto di uva Glera varietà lunga, vecchio di oltre 50 anni. Grazie alla composizione del terreno e all’esposizione favorevole, questa “riva” continua a dare pochi, ma pregiati frutti. Un Cru aziendale, prodotto in tiratura limitata e numerata. Limpido e brillante, di colore giallo paglierino, con bollicine fini e persistenti, profuma di fiori, agrumi, con una sofisticata nota di mela verde. Un capolavoro di equilibrio, con un delizioso retrogusto amarognolo che lo rende interessante anche ai più raffinati che nel Prosecco cercano anche il carattere. Duca di Dolle era di proprietà di Bisol, poi Andrea Baccini lo ha rilevato e lo ha trasformato in un angolo di paradiso. Ventidue ettari tra le colline del borgo Punto FAI per la salvaguardia del paesaggio, con annesso relais, agriturismo di charme (13 camere) ricavato dall’eremo, prati, frutteti, un laghetto e un bosco di dieci ettari in cui scorrazzano maialini che producono salumi buoni tanto quanto il Prosecco. Chi soggiorna in questo relais (gli stranieri sono tanti, ma ci sono anche gli italiani amanti della quiete e del buon gusto) viene qui, parcheggia l’automobile e si gode la pace e il silenzio di una delle più belle tenute dell’area storica del prosecco. Ci sono almeno un paio di buoni motivi per lasciare la piscina e il calice ed avventurarsi in una breve escursione.

Il relais

Il relais

Uno si chiama Perenzin, ed è una latteria che produce formaggi pluripremiati e che accoglie gli ospiti in un cheese bar che è un capolavoro di gusto e di stile (www.perenzin.com). L’altro è Borgoluce: un condensato di qualità, ecosostenibilità, rispetto della materia prima in tutte le sue forme. Un’azienda talmente estesa che è impossibile abbracciarla tutta. Il modo migliore per tentare un approccio è quello di pranzare alla Frasca di Casa Rocca Gelsa che si trova proprio a fianco dell’allevamento di bufale, punta di diamante di Borgoluce. Un antico spaccio per la vendita di prodotti agricoli dove si possono assaggiare taglieri di salumi e formaggi prodotti dall’azienda nel rispetto dell’ambiente, insieme ai vini Borgoluce (www.borgoluce.it). Da non perdere, il nuovissimo Rive di Collalto Brut, un brut nature con residuo zuccherino inferiore ai 3 g/l, in cui si ritrovano intatte tutte le caratteristiche organolettiche proprie della Glera.

 Fabrizio Raimondi

21/05/2014

Per contatatre questa redazione: viaggiesapori@quotidiano.net



Articoli di IN BOTTIGLIA

Fotogallery

sss Fotogallery