TerraQuilia, dove il Lambrusco sposa il Malbo gentile

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Frasoldati111di Lorenzo Frassoldati

 

 

Un vitigno antico, il Malbo gentile, tipico dei colli modenesi e reggiani. Un territorio incontaminato a 450 metri sul livello del mare, su un terreno misto di argilla e sasso arenario nelle vicinanze del parco regionale dei Sassi di Roccamalatina. Una vocazione, quasi un’ossessione, per la naturalità del prodotto attraverso la riscoperta di metodologie antiche.

 

Romano Mattioli

Romano Mattioli

La cantina TerraQuilia nasce circa dieci anni fa nel comune modenese di Guiglia, in posizione baricentrica fra i colli bolognesi, patria del Pignoletto, e quelli di Castelvetro, terra d’elezione del Lambrusco Grasparossa. L’attaccamento alla terra e alla natura ereditato dal padre Arturo ha fatto scoprire all’imprenditore Romano Mattioli la vocazione del vigneron con l’obiettivo di recuperare dal passato i metodi di produzione tradizionali per ottenere un vino autentico e naturale. Ce lo spiega lui stesso: “Le vigne e la cantina sono curate nel rispetto della tradizione, legata ai cicli delle stagioni e ai ritmi lenti e meditati della natura. Le escursioni termiche, dovute principalmente alla quota del tutto inusuale dell’azienda, influenzano la maturazione delle uve esaltando le caratteristiche dei vitigni. Queste peculiarità consentono a TerraQuilia di produrre un vino il più possibile naturale con il minimo impiego di solfiti”. Tutti i vini frizzanti di TerraQuilia sono rifermentati in bottiglia con il metodo Ancestrale, un sistema di origini antiche che grazie all’utilizzo di tini refrigerati permette di rallentare e infine bloccare la fermentazione, conservando un contenuto di zuccheri sufficiente a garantire la ripresa della stessa dopo l’imbottigliamento, senza ulteriori aggiunte di zuccheri e lieviti.

Falconero

Falconero

Così si esaltano all massimo le caratteristiche del vitigno. Ai vini frizzanti rifermentati con l’Ancestrale, TerraQuilia affianca vini frizzanti e spumanti denominati “Zero” nei quali, dopo una maturazione di diversi mesi sui lieviti, il sedimento viene eliminato mediante sboccatura “à la volée”. Il tutto in un contesto biologico sia nella produzione delle uve che nelle lavorazioni in cantina. E con una impronta ecologica fortissima: un impianto fotovoltaico rende autosufficiente tutta la cantina mentre le acque piovane vengono recuperate e riutilizzate. In pochi anni le etichette TerraQuilia hanno trovato posto e valutazioni di rilievo nelle principali guide del buon bere. Fiore all’occhiello della produzione è il Falconero, un Grasparossa impreziosito con Malbo Gentile, disponibile anche con un affinamento in bottiglia di oltre 24 mesi. Da un blend di Pignoletto e Trebbiano nasce invece l’Ancestrale Nativo, un bianco frizzante imbottigliato a ottobre durante la prima fermentazione. www.terraquilia.it

30/01/2015



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