Lesioni muscolari scomparse

7 febbraio 2012
Dottore Massari le chiedo cortesemente un parere su un disturbo comparso circa 2 anni fa per la perdita della forza nel piede dx,non riesco a mettermi in punta di piede.Ho interpelleto vari ortopedici con vari esiti che vanno dallo strappo muscolare a finire all'ernia del disco. Ho effettuato un ecografia al polpaccio dx con esiti di rottura focale a decorso obliquo nel tratto medio imferiore del gemello esterno e di rottura a decorso longitudinale del gemello esterno nel tratto medio superiore con formazione di sottili ematomi nastriformi.ripetuta di nuovo l'ecografia con questo esito:assenza di lesioni mosculo-tendinea nell'area in esame. nulla di patologico al tendine d'achille. Ho fatto l'EMG con questo esito:l'esame elettroneuromiografico evidenzia segni di marcata sofferenza neurogena con attività da denervazione nei territori muscolari dipendenti dalla radice S1 di destra, non segni di denervazione attiva. Normali i parametri elettroneurografici dei nervi esaminati. Su consiglio del neurologo effettuo la RM lombare con questo esito:- In L1-L2 assenza di ernia discale.-In L2-L3 protrusione discale circonferenziale più evidente a dx dove lambisce la radice L2 omolaterale.-In L3-L4 protrusione discale circonferenziale con impegno intraforaminale bilaterale dove lambisce le radice L3.-In L4-L5 protrusione discale circonferenziale con appoggio sul sacco durale all'emergenza delle radice L5 e sulla radice sinistra L4 nel suo tratto intraforaminale.-In L5-S1 minima protrusione discale senza evidenti impronte sulle strutture nervose.Cosa mi consiglia di fare.La ringrazio per la sua disponibilità.

Gentile sig. Leonardo,
il suo mi sembra un caso complesso. Se non ho capito male una prima
ecografia evidenziava delle lesioni muscolari che in una seconda
ecografia erano scomparse. Quanto tempo è passato tra le due
ecografie? Eventualmente potrebbe essere utile eseguire una RMN del
polpaccio dx.
La lettura del referto della RM lombare evidenzia diverse protrusioni
discali che sembrerebbero, però, non congruenti con il dato
elettromiografico di sofferenza della radice S1.
Sinceramente Le consiglierei di ritornare dal collega neurologo per
cercare di “capire” meglio la situazione.

Cordiali saluti
Prof. Leo Massari

Progetto realizzato in collaborazione con IGEA S.p.A.