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Caccia: trovata una mediazione, via libera alla chiusura posticipata, ma non è caccia selvaggia

21 aprile 2010 0 commenti

caccia

Non sarà caccia “no limits”. Alla fine, grazie alla levata di scudi fuori e dentro il Parlamento (che ha anche spaccato il Pdl) una mediazione è stata trovata. Le Regioni potranno posticipare la chiusura della stagione della caccia ma solo per dieci giorni e solo se avranno il parere preventivo e vincolante dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale). La quadra è stata trovata con un subemendamento ad un emendamento della commissione Politiche Ue (frutto di una faticosa mediazione dopo le polemiche di questi giorni) approvato dall’Aula della Camera. Il voto ha scompaginato gli schieramenti: Pdl e Pd hanno votato a favore, la Lega e l’Idv _ per opposti motivi _ contro. Molte inoltre sono state le votazioni in dissenso all’interno degli stessi gruppi. Il governo si era rimesso all’Aula.

Secondo la versione che ha ottenuto il via libera, le Regioni “possono posticipare” la chiusura della stagione della caccia “in relazione a specie determinate” purché abbiano acquisito “il preventivo parere espresso dall’Ispra al quale devono uniformarsi. Tale parere deve essere reso, sentiti gli istituti regionali ove istituiti, entro trenta giorni dal ricevimento della richiesta”. Con il subemendamento di ‘mediazione’ si precisa che il calendario può essere posticipato ma solo “non oltre la prima decade di febbraio”. A spendersi per la mediazione il relatore della comunitaria per la commissione
Agricoltura, Isidoro Gottardo. Ma il voto si è risolto con una spaccatura della maggioranza: mentre Viviana Beccalossi, capogruppo Pdl in commissione Agricoltura, sottolineava il valore “economico” della caccia e invitava a non scambiare l’ambientalismo “con l’amore del proprio gatto”, a prendere la parola Alessandra Mussolini che invitata Renato Farina a leggere un testo dello scrittore russo Anton Cechov contro la caccia. Molti i distinguo anche nel campo dell’opposizione: sia deputati del Pd che dell’Idv si sono espressi in dissenso con il proprio gruppo.

GLI AMBIENTALISTI: NON SARA’ CACCIA NO LIMITS

“Ha prevalso il senso di responsabilità nel Parlamento e nel Governo che ha evitato di estendere la stagione venatoria senza limiti certi e respinto una vera e propria deregulation venatoria.” Dopo il voto dell’articolo 43 della Legge Comunitaria approvato dall’Aula della Camera è questa la posizione comune delle associazioni ambientaliste Altura, Amici della Terra, Animalisti italiani, Cts, Enpa, Fare Verde, Greenpeace, Memento Naturae, No alla caccia, Lav, Legambiente, Lida, Lipu, Mountain Wilderness, Oipa, UNA, Vas, Wwf. “L’articolo _ osservano in una nota _ recepisce correttamente molte delle richieste avanzate dalla Commissione Europea con la procedura d’infrazione 2006/2131 e consente all’Italia di attrezzarsi meglio per gli imminenti giudizi della Corte di Giustizia Europea. Dal punto di vista sostanziale, l’articolo introduce importanti novità sotto il profilo della tutela della natura e degli animali selvatici, come una maggiore protezione degli habitat naturali e il divieto di caccia durante i periodi di riproduzione e migrazione degli uccelli”. “Resta il rammarico _ sottolineano _ per l’indebita concessione alle doppiette rappresentata dalla possibilità di deroga regionale al calendario venatorio, seppure contenuta alla sola prima decade di febbraio e sottoposta al parere dell’ISPRA. ma con il voto odierno, la Camera dei Deputati ha tuttavia ribadito il suo chiaro no a “caccia selvaggia” e messo la parola fine ai tentativi di stravolgimento della legge sulla tutela della fauna. Ringraziamo tutti i Deputati di maggioranza e di opposizione che, con un impegno straordinario, si sono fatti interpreti, in questi giorni, delle nostre istanze e di quelle della natura.”

REALACCI (PD) MARCIA INDIETRO DELL’ESTREMISMO VENATORIO

«Marcia indietro dull’estremismo venatorio. Il Parlamento _ osserva il responsabile “green economy” del Pd, Ermete Realacci _ ha recepito le istanze sollevate dall’opposizione e dai vari soggetti coinvolti e ha corretto una pericolosa deriva che voleva la caccia fuori dalle regole. La mediazione raggiunta di un estensione di massimo dieci giorni del calendario venatorio alle regioni che lo richiedono in base a un parere dell’Ispra, a cui le stesse regioni dovranno attenersi, è un risultato che garantisce il rispetto delle regole e la tutela dell’ambiente e della fauna. È un risultato positivo, che non sarebbe stato possibile raggiungere senza la sensibilità dimostrata da un gruppo di parlamentari della maggioranza nei confronti dei temi ambientali. Ora basta con i colpi di mano della minoranza estremista, che contro il volere della maggior parte degli italiani, voleva dare il via libera alla caccia senza freni».

PRESTIGIACOMO: ACCORDO ALTO, NON UN GIORNO DI CACCIA IN PIU

”Sulla caccia e’ stato raggiunto un accordo di alto profilo che rappresenta un avanzamento della civilta’ giuridica del nostro paese in materia ambientale proprio alla vigilia della Giornata mondiale della Terra”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo sottolineando che ”non ci sara’ un solo giorno di caccia in piu’ rispetto al calendario vigente”.
In particolare ha spiegato il ministro, posticipare i termini attuali della stagione venatoria non significa allungarla. Per ciascuna specie il numero di giornate di caccia ”resta invariato”. ”Sara’ possibile – ha detto Prestigiacomo – un posticipo di dieci giorni per singole specie e per singoli territori a condizione che l’Ispra lo autorizzi sulla base delle esigenze di tutela dell’ambiente e del patrimonio faunistico”. ”In questi giorni – ha sottolineato quindi il ministro – e’ stato detto e scritto tutto, che si apriva alla deregulation, alla mattanza. Il voto del parlamento a larghissima maggioranza dimostra che la verita’ e’ ben diversa. Abbiamo approvato, dopo un serrato e costruttivo confronto tra parlamento e Governo, e ringrazio il collega Ronchi e i relatori Gottardo e Formichella, e i presidenti delle Commissioni competenti, Pescante e Russo, per l’impegno profuso, un testo che ci consente di superare un contenzioso trentennale con l’Unione Europea che ci sarebbe costato caro e di colmare vuoti legislativi che di fatto consentivano alle regioni delle deroghe”. Un testo, ha proseguito Prestigiacomo, che migliora la qualita’ della tutela della fauna in Italia e afferma il ruolo centrale dell’Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale (Ispra) quale autorita’ scientifica deputata alla valutazione e approvazione delle proposte del territorio. ”A parte poche posizioni di dissenso personale – ha concluso Prestigiacomo – la camera dopo anni di scontro ideologico sul tema della caccia, ha discusso oggi con maturita’ ponendo in primo piano le esigenze dell’ambiente su un tema che fino a oggi ha sempre diviso”.

VERDI: RESPINTO ASSALTO DELLE LOBBY

“L’approvazione della modifica all’emendamento della legge comunitaria respinge l’assalto che le lobby venatorie e degli armieri volevano fare ai danni degli animali del nostro Paese”. Così Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, ha commentato l’approvazione da parte dell’aula della Camera dell’art. 43 relativo alla caccia, che limita ‘allungamento della stagione venatoria a 10 giorni previo parere dell’Ispra. “Il mantenimento del prolungamento del calendario venatorio subordinato al parere vincolante dell’Ispra – ha aggiunto – è il risultato di una mediazione che si sarebbe dovuta evitare. Ora il ministro dell’Ambiente, Prestigiacomo, deve dare massima garanzia di autonomia dai condizionamenti politici verso l’Ispra, che deve emettere un parere scientifico”. “Tutti sanno che il mese di febbraio è il più delicato per le rotte migratorie e per la riproduzione degli animali, e che non potrà essere rilasciato alcun parere positivo di deroga. Dubitiamo però – ha concluso Bonelli – che una legge siffatta, possa avere il parere positivo dell’Unione Europea”.

RUSSO (PDL): HA VINTO IL PARTITO DELLA MEDIAZIONE E DELL’EQUILIBRIO

“L’approvazione dell’articolo 43 della Comunitaria 2009, grazie alla condivisione del sub-emendamento
43.102 presentato questa mattina _ sostiene il presidente della commissione Agricoltura della Camera, Paolo Russo (Pdl) _ da’ il senso del metodo e della filosofia cui si ispira il legislatore: nessuna posizione preconcetta ma solo la volonta’ e la necessita’ di trovare una sintesi tra le varie esigenze espresse dai cittadini e di sottrarre il nostro paese alle procedure di infrazione europee”. Il voto dell’aula, aggiunge Russo, “testimonia il valore del lavoro svolto dal Parlamento, dalla commissione Agricoltura e dal relatore Isidoro Gottardo”, il deputato del Pdl che ha proposto di “posticipare” i termini dell’attivita’ venatoria ma senza fissare limiti temporali precisi. Alla fine, continua Russo, “il partito della mediazione e dell’equilibrio e’ rimasto al lavoro, continuando ad ascoltare ed a valutare sollecitazioni, senza clamori, senza ostentazioni e soprattutto senza salire sul podio di chi si autoproclama depositario del verbo”. A detta del presidente della commissione Agricoltura, “ancora una volta il dissenso espresso in aula dai rappresentanti delle posizioni estreme rende ragione di un percorso di equilibrio che, su materie cosi’ delicate come la caccia, deve prevalere”.

SCILIPOTI (IDV): PRIVILEGIATA COMUNQUE LA CULTURA DELLA MORTE

“Noi siamo per il rispetto totale di tutte le forme di vita animale. Siamo per l’abolizione della caccia, attivita’
che, direttamente o indirettamente, coinvolge tutti. Abbiamo il dovere di rispettare la fauna aviaria selvatica, i loro nidi, le loro rotte di migrazione, il loro diritto alla vita”. Cosi’ il deputato Domenico Scilipoti (Idv) commenta la discussione del ddl 2449-Legge comunitaria 2009. “Settecentomila cacciatori- prosegue- uccideranno milioni di poveri uccelli colpevoli di volare liberi nel loro ambiente secondo le leggi della natura. Un tempo, l’uomo cacciava per soddisfare il bisogno primario di nutrirsi. Adesso e’ cacciatore per divertimento”. “Con il voto espresso in data odierna dalla maggioranza alla Camera- conclude Scilipoti- si privilegia comunque la logica della morte contro la logica della vita”.

PINI (LEGA): Il PDL DISATTENDE GLI ACCORDI

«Era stato sottoscritto un accordo in commissione Politiche dell’Unione europea tra Lega e Pdl per
allungare il calendario venatorio per tutto il mese di febbraio. Purtroppo questo consenso è stato disatteso in modo inconcepibile e pertanto si è arrivati solamente al giorno 10. È un piccolo passo in avanti ma che comunque non soddisfa assolutamente la Lega Nord». A dirlo è Gianluca Pini (Lega) vicepresidente della commissione Politiche dell’Unione europea, per nulla soddisfatto della mediazione cha tagliato fuori il Carroccio.
«Prendiamo atto che dentro al Pdl vi sono posizioni difficilmente conciliabili con la caccia, contrariamente alle opinioni del Carroccio che invece in maniera compatta ha votato favorevolmente per le modifiche della legge 157. Per il resto -spiega Pini- oltre all’allungamento del periodo venatorio, come Lega ci riteniamo soddisfatti perchè è stata recepita la nostra proposta di inserire la parte relativa ai danni dell’avifauna sui terreni agricoli. Adesso auspichiamo una rapida approvazione dei decreti attuativi per agevolare il prelievo venatorio sulle specie dannose a tutela degli agricoltori».

FEDERCACCIA: UNA OCCASIONE PERSA

Un primo passo ”che non basta”. Cosi’ Federcaccia commenta l’approvazione, alla Camera, dell’articolo 43 della legge comunitaria sul calendario venatorio. ”Il testo accolto dall’assemblea e’ talmente diverso da quell’art. 38 del Senato dal quale eravamo partiti e presenta tali pesanti limitazioni – afferma la Federazione – che anche volendo leggerlo come una prima apertura a una concezione europea della legislazione venatoria italiana non possiamo in ogni caso esserne soddisfatti. Lo consideriamo un’altra occasione persa dal nostro Paese per fare un passo avanti deciso in una materia che solo da noi e’ condizionata da isterismi e ideologie sconosciute altrove”. Federcaccia si dice ”ancora piu’ convinta della assoluta necessita’ di procedere celermente con la modifica della 157/92 per giungere a una riforma complessiva della legge sulla caccia che, lo ripetiamo ancora una volta, non e’ piu’ rimandabile”. Per la Federazione ”e’ assolutamente necessario il recepimento della Direttiva Uccelli e della sua Guida Interpretativa; la riammissione dello storno fra le specie cacciabili; la creazione di osservatori regionali indipendenti; l’applicazione del regime di deroghe per motivi diversi da quelli sanciti dall’art. 9 lettera a) e che comprenda quindi il rispetto delle cacce tradizionali”.

DE PETRIS (SINISTRA E LIBERTA): NOTEVOLE RIDUZIONE DEL DANNO

«L’approvazione dell’emendamento che prevede la deroga non oltre i primi dieci giorni di febbraio ,
ma con il parere preventivo e soprattutto vincolante dell’ Ispra _ osserva Loredana De Petris della segreteria nazionale di Sinistra Ecologia Libertà _ costituisce indubbiamente una notevole riduzione del danno». «Grazie alla forte mobilitazione delle associazioni è stato respinto – continua – i tentativo di una deregulation della caccia, fortemente perseguita in tutti i modi da una piccola lobby estremista ed irresponsabile, che aveva trovato ampie sponde in seno al centrodestra. Speriamo – conclude la De Petris – che con oggi l’assalto abbia finalmente termine».