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Ogm, a Milano rilanciata la selezione assistita dei marcatori

2 dicembre 2010 0 commenti

OgmTra assoluzioni e bocciature degli Organismi geneticamente modificati (Ogm) che hanno spaccato, ancora un volta, la comunità scientifica e’ emersa, al think tank promosso da ‘Barilla Center for food and nutrition’ in una due giorni di confronto internazionale a Milano, una terza via: l’opzione della selezione assistita dei marcatori genetici. A proporla con forte convinzione e’ stato Jeremy Rifkin, l’esperto Usa di energie rinnovabili e presidente di Foundation on Economic trends.

Rifkin ha sostenuto che ‘’non abbiamo bisogno di Ogm che introducendo specie esotiche hanno innestato una guerra ecologica; la soluzione ‘hard’ ha dimostrato di non funzionare. Dobbiamo smettere di vedere la natura come un nemico, ma abbracciarla’’. Tuttavia dal guru Usa dell’ambientalismo non e’ arrivato un no assoluto alla ricerca scientifica, anzi. ‘’Sono a favore della selezione assistita con marcatori. Nella natura possiamo attraversare qualche frontiera geneticamente, come e’ avvenuto per il mulo in zootecnia, ma senza violare le regole dell’allevamento’’. Anche perche’, ha osservato, gli Ogm ‘’sono prodotti vivi, che con l’impollinazione possono migrare e, combinandosi con altre specie vegetali, diventare elementi nocivi, se non addirittura virus’’.

A parlare di ‘’fallimento’’ degli Ogm nella lotta alla fame del mondo e’ stato invece il genetista dell’Universita’ di Firenze, Marcello Buiatti. ‘’Non funzionano’’, ha tagliato corto. Un giudizio supportato dal fatto che ‘’dopo tanti anni ci sono soltanto quattro tipi di Ogm: mais, soia, colza, e cotone. Nessuno mangia il cotone e soltanto il mais ha dimostrato capacita’ di adattamento in diverse realta’ rurali. Occorre piuttosto utilizzare nuove tecnologie che si basano sulla variabilita’ genetica. Sono tecniche gia’ esistenti, alla portata di tutti, che permetteranno di migliorare l’emergenza fame nel mondo’’.

Alle posizioni di Rifkin e Buiatti si accoda Mario Capanna della Fondazione dei diritti genetici: ‘’E’ ora di cambiare strada – ha detto – l’alternativa oggi esiste e si chiama Mas, selezione assistita da marcatori, una biotecnologia sostenibile e amica dell’ambiente che offre i vantaggi dell’innovazione senza le controindicazione degli Ogm’’. Il tema della sicurezza degli alimenti geneticamente modificati si e’ rivelato ‘’quello sul quale si e’ registrato al Forum Barilla un maggior grado di allineamento tra le diverse posizioni in campo’’, recita il documento del Bcfn sugli Ogm.

Il sistema di autorizzazione europeo per la messa in commercio di ingredienti geneticamente modificati ‘’appare essere ‘il piu’ restrittivo’ tra quelli adottati dai vari paesi’’, anche se ‘’alcuni aspetti di valutazione del rischio devono essere ulteriormente migliorati, ad esempio, con l’introduzione nella valutazione di test effettuati da enti indipendenti’’. Una assoluzione prudente, perche’, nell’Anno internazionale della Biodiversita’, e’ proprio la minaccia al patrimonio agronomico a preoccupare il mondo scientifico, che ha chiesto ‘’prudenza’’.

Preoccupano in particolare i rischi di perdita di biodiversita’, di contaminazione, di incremento nell’uso di pesticidi/erbicidi, di aumento del fenomeno di resistenza agli erbicidi, nonche’ i danni all’habitat naturale per la fauna selvatica. ‘’Gli Ogm oggi in commercio sono a prevalente destinazione zootecnica, energetica o tessile, e quindi il consumo umano diretto e’ molto limitato – prosegue il documento -. E sono caratterizzati da un numero contenuto di varianti di specie vegetali, limitate prevalentemente a soli due tratti di interesse (Ht-herbicide tollerance e Bt-bacillus thuringiensis)’’.