Il solare democratico
created by Andrea De Cesco
Dagli albori della propria civiltà il genere umano ha sempre creato all'interno delle società delle gerarchie tra i vari individui. L'affermazione della superiorità di un individuo o di una serie di individui sugli altri è antica più della storia e della storia è stata uno dei motori più potenti.
Ovviamente nelle società primitive si basava su poche norme non scritte che riconoscevano la predominanza di uno o pochi singoli, legate alla sopravvivenza delle comunità, i cui membri rinunciavano a un parte della loro libertà pur di affrontare le difficili condizioni di vita all'interno di un gruppo organizzato.
Man mano che le società e le comunità si sono evolute, si sono evoluti anche i modi per l'acquisizione ed il mantenimento di questa predominanza interna da parte delle “caste“ privilegiate, e dove fosse possibile la spinta ad esportarla ad altri popoli o civiltà vicine.
Ovviamente nelle società primitive si basava su poche norme non scritte che riconoscevano la predominanza di uno o pochi singoli, legate alla sopravvivenza delle comunità, i cui membri rinunciavano a un parte della loro libertà pur di affrontare le difficili condizioni di vita all'interno di un gruppo organizzato.
Man mano che le società e le comunità si sono evolute, si sono evoluti anche i modi per l'acquisizione ed il mantenimento di questa predominanza interna da parte delle “caste“ privilegiate, e dove fosse possibile la spinta ad esportarla ad altri popoli o civiltà vicine.
Se rileggiamo la storia, essa si presenta zeppa di episodi legati in un modo o un altro alle logiche di potere tra le classi dominanti, guerre, assassini, alleanze, tradimenti, matrimoni, ecc. La costante rimane però che per acquisire potere e soprattutto per mantenerlo lo strumento principale è sempre quello del controllo degli uni sugli altri, dove una ristretta cerchia che costituiva l'elite, forte di una propria organizzazione, dominava la massa.
Nelle civiltà più antiche questo si manifestava soprattutto con la coercizione, dove un singolo individuo, un gruppo di persone, un esercito, una milizia, o una o più famiglie, predominava su gli altri grazie al possesso e all' uso delle armi.
Un'altra arma potente era il controllo della religione e delle credenze popolari, in quanto da sempre i vertici politico-militari si sono associati al potere le alte gerarchie religiose, ricevendo in cambio dell'esercizio esclusivo della religione, la legittimazione al dominio politico.
Dopo la rivoluzione industriale, questo ordine è stato sovvertito e la garanzia del potere militare o religioso non è stata più sufficiente, nelle civiltà occidentali almeno, al mantenimento del controllo sulle masse.
Si era venuta a creare una elite diversa, di natura economica, capace di condizionare la supremazia delle aristocrazie attraverso la propria forza economica, sebbene all'inizio questo nuovo ceto fosse in competizione con il potere delle classi fino allora predominanti, in breve tempo però si assistette ad una cooptazione ai vertici per i nuovi esponenti della classe industriale e mercantile.
Si creò così una nuova classe sociale che assumeva il controllo totale assommando potere politico, economico e delle coscienze assieme, condizione che resiste tuttora fino ai giorni nostri.
Si era venuta a creare una elite diversa, di natura economica, capace di condizionare la supremazia delle aristocrazie attraverso la propria forza economica, sebbene all'inizio questo nuovo ceto fosse in competizione con il potere delle classi fino allora predominanti, in breve tempo però si assistette ad una cooptazione ai vertici per i nuovi esponenti della classe industriale e mercantile.
Si creò così una nuova classe sociale che assumeva il controllo totale assommando potere politico, economico e delle coscienze assieme, condizione che resiste tuttora fino ai giorni nostri.
Evolvendosi la società e divenendo più complessa, è stato necessario produrre nuove forme di controllo delle masse, affidate non più alle armi o alla religione, ma con mezzi sempre più sofisticati e raffinati.
La prima è quella del controllo dell'informazione, ormai in nessuna parte del mondo esiste un informazione veramente libera e plurale ma essa risponde agli interessi di potenti editori o capitani di industria, in grado non solo di plasmare l'opinione pubblica al fine di ottenere un consenso, ma soprattutto di indicare nuove scale di valori, rispondenti più alle esigenze dell'impresa che non ai veri valori o le vere necessità dell'individuo.
Ma soprattutto la più importante forma di controllo esercitato è quella del controllo dell'energia.
In società complesse come le nostre la possibilità di vivere e la qualità della vita dipendono in primis, dal accesso alle varie forme di energia disponibili.
Questo paradigma vale a tutti i livelli, a partire dei rapporti fra i vari stati (emblematico il capolavoro di Putin, il quale ripristinando il controllo pubblico sullla produzione di idrocarburi ha trasformato uno stato, la Russia, da nazione allo sfascio a potenza mondiale in grado di condizionare le politiche degli altri stati), al livello interno degli stati dove un mercato energetico in teoria libero, è concentrato nelle mani di poche figure, in grado di controllare il flusso dell'energia destinato al singolo cittadino.
Le varie forme di energia che hanno consentito la rivoluzione industriale, sia il carbone che il petrolio o gli altri idrocarburi come per il nucleare o l'idroelettrico, hanno tutte una caratteristica in comune, si prestano ad essere controllate dalla fonte lungo tutta la filiera fino alla distribuzione.
Infatti, il singolo cittadino non è in grado di assicurarsene la quantità sufficiente con i propri mezzi, ma per forza di cose deve acquistarla da una di queste compagnie in grado di fornirgliela.
Nessuno di noi può rifornirsi di benzina dell'automobile direttamente acquistando il petrolio in Arabia per poi raffinarselo in casa, deve per forza fare rifornimento ad una stazione di servizio di una delle mayor petrolifere, che fornirà il prodotto finito alle proprie condizioni, come nessuno può procurarsi il gas per riscaldarsi in inverno direttamente in Russia, ma deve collegarsi per forza di cose ad una tubatura rifornita da un gasdotto di una di queste stesse società.
Stessa cosa si potrebbe pensare per l'energia elettrica dato che nessuno può crearsi in casa costruendosi una mini centrale, si essa idro, termoelettrica o termonucleare, ma invece non si è nella stessa condizione.
Esiste la possibilità di creare una serie di piccole “centrali elettriche” adatte ai consumi di un singolo individuo, di una famiglia o di una ristretta comunità, utilizzando la forma di energia più democratica, anzi forse più che democratica visto che abbonda principalmente nei paesi tropicali tradizionalmente più poveri, una forma di energia non controllabile da nessuno, non inquinante, disponibile in quantità sufficiente alle esigenze di tutti gli abitanti della terra e per diversi milioni di anni a venire, l'energia solare.
Grazie alla tecnologia attualmente disponibile, è già oggi facile prodursi privatamente l'energia necessaria ai propri bisogni ed addirittura poterne cedere una quantità ad altri soggetti, senza per forza di cose passare attraverso le strozzature di un mercato dominato da monopoli o oligopoli.
Certo le cose dette così sembrano facili, ma non lo sono per nulla, una forma democratica di produzione e consumo dell'energia prevede la fine del controllo da parte delle elite, cioè il cittadino-consumatore-produttore, alla fine risulta essere autonomo ed autosufficiente, e non più completamente condizionabile dalle forniture energetiche, risultando così veramente indipendente.
Quindi è prevedibile che in futuro man mano che si procederà verso l'ineluttabile crisi della produzione di combustibili fossili tradizionali, e la conseguente diffusione di impianti che utilizzino fonti rinnovabili, come l'eolico ed il fotovoltaico, vi siano dei tentativi, ovviamente di natura legale, di ricondurre l'esclusività della produzione mediante questi sistemi al solito manipolo di eletti che vorranno riaffermare e perpetuare la loro superiorità gerarchica sul resto degli esseri umani.
Per questo lottare per un una produzione dell'energia distribuita sul territorio e tra tutti i suoi abitanti, quindi sottratta ad ogni forma di gestione controllata, non è solo una risposta ai fabbisogni energetici dell'umanità, ma è una condizione per garantire una reale libertà ad ogni singolo essere umano.








