La raccolta differenziata è in crisi, aumentano i costi
La crisi economica ha messo in crisi la raccolta differenziata (che, ad essere onesti, già prima in Italia non stava benone), ed è stato deciso il quasi raddoppio del contributo per il riciclaggio della plastica.
Alla fine dei conti, secondo voi, a chi toccherà pagare?
Alla fine dei conti pagheremo tutti. E’ un motivo in più per perseguire il riuso e la riduzione dei rifiuti prima ancora che il pur nobile riciclaggio. Ed ecco il meccanismo che si è messo in moto.
Dal primo luglio il “contributo ambientale” sugli imballaggi in plastica passerà dagli attuali 105 euro a tonnellata a 195 euro a tonnellata.
Lo ha deciso il Conai, Consorzio nazionale imballaggi. Il Conai non ha scopo di lucro ed è formato dai produttori e utilizzatori di imballaggi per realizzare il recupero e il riciclo dei materiali previsto dalle norme europee e nazionali.
Il “contributo ambientale” viene versato al Conai dalle aziende in proporzione alla quantità di plastica usata per imballaggi e confezioni. Quando aumentano i costi aumentano anche i prezzi, perciò prepariamoci a pagare di più i contenitori.
Per i contenitori inutili, lo ripeto spesso, paghiamo tre volte. Prima quando li compriamo con qualcosa dentro. Poi quando paghiamo la bolletta dei rifiuti affinchè qualcuno li porti via. E infine, insieme alla bolletta della luce, paghiamo il contributo Cip6 che finanzia gli inceneritori dei rifiuti.
Il quasi raddoppio del “contributo ambientale” sulla plastica è giustificato con il crollo dei prezzi dei materiali riciclati, che ha fatto diminuire le entrate del Conai. Ha pesato inoltre l’aumento della raccolta differenziata unito ad un peggioramento della qualità.
Dunque, nei bidoni per la raccolta della plastica finisce una gran quantità di roba eterogenea, che bisogna ulteriormente selezionare. E poi il materiale che si ricava per avviarlo al riuso vale solo più due spiccioli.
Per cui prepariamoci: ci toccherà pagare. A meno che non decidiamo di uscire dalla logica assurda di produrre e comprare roba da buttare via: una logica costosa, che sottrae materie prime al pianeta e genera inquinamento. L’alternativa? il vuoto a rendere e i prodotti alla spina.
Il comunicato stampa del Conai: aumenta il “contributo ambientale” per il recupero della plastica
Guida al contributo ambientale Conai
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