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Il centrodestra ripristina la commercializzazione di lampadine ed elettrodomestici a scarsa efficienza

24 aprile 2009 0 commenti

lampadinaEravate rimasti anche voi che con il 2010 non sarebbe più stato possibile commercializzare lampadine ad incandescenza, per favorire la diffusione delle lampadine a risparmio energetico?

Errore. Tuttora così vogliono le norme europee, ma la maggioranza di centrodestra ha approvato nella Commissione Industria del Senato un emendamento che cancella sia questa novità sia il divieto di vendere, sempre dal 2010, elettrodomestici di classe energetica inferiore alla A.

Insomma, vogliono che continuiamo a consumare più energia del necessario. E a pagare conseguenti bollette dell’elettricità che, attraverso il Cip6, foraggiano gli inceneritori. I dettagli.

La notizia dell’emendamento approvato in Commissione Industria del Senato per mantenere in vita dopo il 2010 sia le lampadine ad incandescenza sia gli elettrodomestici di classe inferiore alla A viene dal blog degli Ecologisti Democratici.

Sottolineano che la norma va in controtendenza sia rispetto alle indicazioni dell’Unione Europea sia rispetto alla “rivoluzione verde” di Obama che, negli Stati Uniti, punta decisamente sull’efficienza energetica e sulle fonti rinnovabili di energia.

Dicono anche che l’abolizione del divieto penalizza l’industria italiana. Essa infatti è all’avanguardia nei modelli di elettrodomestici ad alta efficienza: “il divieto a vendere lavatrici, lavastoviglie e frigoriferi di vecchia generazione rappresenterebbe infatti per le nostre imprese un oggettivo vantaggio competitivo”.

Non so voi. Io non li faccio così sprovveduti, gli esponenti del centrodestra. Secondo me questo divieto non è una svista, un infortunio, un autogol rispetto agli interessi delle imprese italiane. Tutt’altro.

Ritengo piuttosto che questo sia un altro, chiarissimo passo nella direzione che piace a questo Governo: tutto fa Pil, compresi i consumi inutili e i soldi in più che cacciamo fuori per le bollette dell’elettricità; l’importante è costringere i consumatori a spendere, l’importante è pompare i soldi fuori dalle loro tasche, affinchè da potenziali risparmi si trasformino in profitti.

Profitti destinati, in questo caso, sia alle compagnie elettriche sia agli inceneritori, attraverso i Cip6 che paghiamo insieme alle bollette dell’elettricità.

In quest’ottica non importa se si fa del male alle nostre tasche e all’ambiente. Non importa se la politica opposta, cioè una svolta in direzione di una maggiore sobrietà, sarebbe l’unica cosa in grado di salvare sia noi sia il pianeta.

No, non è stata nè una svista nè un autogol, la faccenda delle lampadine e degli elettrodomestici. Date retta: a pensar male si fa peccato, ma spesso si azzecca.

Dal blog degli ecologisti democratici il centrodestra ripristina la commercializzazione di lampadine e elettrodomestici a scarsa efficienza

Foto Flickr

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