Home » Giuseppe Onufrio » editoriale, energia, Greenpeace »

EPR: tre agenzie di sicurezza nucleare confermano le denunce di Greenpeace

5 novembre 2009 0 commenti

080624GreenpeaceFinland09_s

La comunicazione congiunta di tre agenzie di sicurezza nucleare sul fatto che nel progetto dell’EPR la parte relativa al sistema di automazione e controllo non soddisfa i criteri di sicurezza nucleare, un atto che non ha precedenti, conferma le denunce che Greenpeace fa da tempo e mette un serio dubbio su come il costruttore francese AREVA abbia gestito la questione della sicurezza.

La dichiarazione delle tre agenzie, la francese ASN, la britannica HSE’sND e la finlandese STUK è relativa al fatto che il sistema di automazione e controllo di emergenza non è indipendente da quello che viene usato per il normale funzionamento. Avevamo già scritto lo scorso 7 maggio in questo blog della denuncia trapelata da parte della STUK con una lettera che accusava peraltro di incompetenza alcune delle persone che partecipavano agli incontri tecnici rappresentando AREVA.

Quello che viene clamorosamente confermato è dunque il fatto che l’EPR è solo un prototipo il cui progetto non è nemmeno completo, ma viene presentato come una tecnologia già disponibile e affidabile. Non solo, ma la cui realizzazione in cantiere è condotta con standard di qualità assai discutibili, tanto che ancora lo scorso 15 ottobre una ennesima relazione dell’agenzia di sicurezza nucleare STUK evidenziava come la qualità delle saldature delle condotte risultava di bassa qualità. Il tema delle saldature era già emerso in modo clamoroso nell’estate del 2008 e dopo oltre un anno si continua a rilevare una qualità insoddisfacente, tanto che la STUK ha proibito di continuare i lavori nelle condotte se prima la questione non viene risolta (http://stuk.fi/stuk/tiedotteet/en_GB/news_567/).

Nel rapporto sulla valutazione di sicurezza dell’agenzia britannica di sicurezza nucleare, reso noto lo scorso giugno, oltre ai problemi relativi al sistema di automazione e controllo, viene evidenziato come sia per l’EPR che per il reattore nippo-americano AP1000 manchino sufficienti informazioni per valutare la tenuta del reattore rispetto a eventi esterni come un indicente aereo.

Anche questo tema è stato denunciato da Greenpeace già nel 2006 (http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/file/sintesi-epr-aereo). Successivamente l’azienda elettrica francese EDF aveva condotto operazioni di spionaggio informatico contro Greenpeace in Francia, Regno Unito e Belgio, cosa che successivamente ha portato alla sospensione dei due responsabili della sicurezza EDF.

Tra qualche giorno il governo italiano varerà l’agenzia di sicurezza nucleare italiana unificando quelle poche competenze che sono rimaste in ENEA e all’ISPRA, un centinaio di persone e molte delle quali non lontane dal pensionamento. Tra i nomi indicati a presiederlo Carlo Jean colui che aveva condotto il brillante tentativo nel 2003 di creare a Scanzano Jonico un deposito per le scorie nucleari e che si è affrettato a dichiarare che si lavorerà per un deposito per le scorie nucleari di superficie e non di profondità.

Ma quale garanzia di autonomia e indipendenza – quella che consente alle autorità di sicurezza nucleari di altri Paesi di denunciare pubblicamente le mancanze di un progetto nucleare voluto dai rispettivi governi – pensiamo di avere in Italia? La storia del passato non ci autorizza a essere ottimisti.