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Il Senato italiano cancella con una mozione i cambiamenti climatici

13 maggio 2009 0 commenti


Il Senato della Repubblica italiana ha cancellato dalla sua agenda il problema dei cambiamenti climatici, dopo l’approvazione di una mozione, proposta dagli esponenti del Pdl Marcello Dell’Utri, Domenico Nania e Adriana Poli Bortone, che nega esplicitamente la responsabilità umana nel riscaldamento climatico.

Il documento, firmato da 34 senatori della maggioranza e approvato all’inizio di aprile, contesta in primo luogo:

l’attribuzione della responsabilità del riscaldamento globale in atto da circa un secolo nell’atmosfera terrestre all’emissione dei gas serra antropogenici (e tra questi soprattutto all’anidride carbonica prodotta dall’uso dei combustibili fossili)

Certezza che è poi alla base di tutte le politiche internazionali sull’argomento, ultimamente sostenute anche dagli Stati Uniti e dalla maggior parte dei Paesi in via di sviluppo, a partire dall’accordo “20-20-20″ della Commissione Europea, che punta:

ad un drastico cambiamento della politica energetica finalizzato all’ottenimento di una rilevante riduzione delle emissioni di anidride carbonica.

che a sua volta potrebbe comportare:

un rilevante aumento del costo dell’energia termica e in particolare dell’energia elettrica, con pesanti conseguenze sulla capacità competitiva internazionale degli Stati membri dell’Unione, in mancanza del coinvolgimento di importanti paesi industrializzati e in via di sviluppo.

I firmatari della mozione hanno quindi chiesto al governo di:

intervenire con urgenza presso la Commissione europea e anticipatamente presso i paesi partecipanti al G8 per segnalare come una parte consistente e sempre più crescente di scienziati studiosi del clima non creda che la causa principale del peraltro modesto riscaldamento dell’atmosfera terrestre al suolo finora osservato (compreso fra 0,7 e 0,8 gradi) sia da attribuire prioritariamente ed esclusivamente all’anidride carbonica di emissione antropica.

Le previsioni climatiche a lungo termine sarebbero:

ben lontane dall’essere affidabili, non essendo ancora sufficientemente conosciuti gli effetti climatici dovuti ad importanti elementi della fisica terrestre, quali ad esempio nuvole, vulcani, oceani, eccetera, nonché gli effetti climatici delle variazioni cosmiche e solari.

Colpa della variazioni della stelle e del sole, insomma, se i ghiacciai si sciolgono e il pianeta è soffocato dall’effetto serra. Una posizione in totale controtendenza con gli USA di Obama e tutti gli altri paesi avanzati, che isola completamente l’Italia nel momento in cui ci sarebbe da fruire, anche in termini economici, delle possibilità offerte dalla lotta ai cambiamenti climatici e dallo sviluppo delle energie rinnovabili.

A questo punto, ci si chiede cosa aspetti il governo a cancellare il ministero dell’Ambiente e tutti gli Istituti, enti e strumenti di controllo ad esso collegati, che secondo Dell’Utri e colleghi sono evidentemente una spesa inutile.

Via | Senato della Repubblica
Foto | Flickr