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Il senso del denaro

6 marzo 2009 0 commenti

monetePenso che abbiamo perso il senso del denaro; sicuramente da quando è stato introdotto l’euro - con i suoi spiccioli e le monetine - è ancora più evidente. E’ indubbio che la moneta comune europea ha salvato i conti del nostro Stato, che altrimenti ci avrebbero con molte probabilità fatto fare la fine dell’Argentina. Ma se il livello macro ne ha beneficiato, quello micro delle famiglie, ne è uscito decisamente peggio, a guardare i numeri.

I fattori sono senz’altro molti e diversi, ma il primo è l’errata percezione del reale valore delle monetine.   Non sembra, ma 0,50€cent sono quasi le vecchie 1000 lire… e 2€euri ben 4000.
Pensiamo quante volte abbiamo sottovalutato questo aspetto nei nostri quotidiani pagamenti, nel nostro manipolare quei tondini metallici.

I dati già evidenziati da una ricerca europea commissionata da Visa sono allarmanti: 36€uro in media la settimana, ogni settimana, si perdono in spese che non riusciamo a ricostruire. Dove finiscono questi soldi? Solo la minima parte sfuggono da tasche bucate.  La maggior parte è frutto di acquisti compulsivi, sovra pensiero, piccole spese superflue, arrotondamenti di pochi centesimi di euri o resti non chiesti o ritirati. Cioè alcuni di tutti quei momenti ove perdiamo il contatto con il danaro, ne perdiamo il controllo. Resettati.

36 €uro senza sapere dove li si è spesi. E questa dimenticanza vale, stando alla ricerca per un italiano su due.
La ricerca, sebbene commissionata un anno fa, sottolineava uno spostamento costante sull’acquisto di medesimi prodotti merceologici di piccolo importo, da quelli a minor costo a quelli di marca.
Subendo, con evidente noncuranza, anche aumenti del 30%. Creando anche conseguenti  speculazioni. Si pensi all’acqua minerale, alle lamette da barba, alle merendine e snack posizionate ad un passo dalla cassa del supermercato.  Se evidenziassimo che non c’è differenza tra un acquisto passato, per esempio, da 0,50€cent a 0,65€cent e da 1000 lire a 1300 lire sareste d’accordo?
Quante volte, nell’aumento in lire abbiamo desistito o quantomeno maggiormente riflettuto sulla necessità dell’acquisto?

Ed il supermercato è il luogo principe dove più facilmente si perde la maggior parte di questi 36€uro.
Abbiamo perso un poco il senso del denaro. Che causa un buco di quasi 52 miliardi l’anno nei nostri conti.