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Differenziata, addio?

18 ottobre 2009 0 commenti

TrashContainers.JPGCerte volte càpita di non guardare al di là del proprio naso, e poi si rimane sbalorditi come è accaduto a me leggendo questa notiziola.

La raccolta differenziata, ad esempio: la pensiamo come una meravigliosa magia, in cui basta gettare i rifiuti di casa in vari contenitori per aver salvato l'ambiente riciclando le materie prime. Ma i conti con la realtà sono molto diversi. Nella notizia da E-Gazette si scopre che, complice la crisi, è crollata la domanda delle materie prime secondarie, quindi le aziende che riciclano se ne stanno con le mani in mano e i magazzini pieni di materiali che non vuole nessuno. I più disonesti danno fuoco a tutto per intascarsi l'assicurazione, ma al di là degli estremi il segnale è chiaro: riciclare va bene finché c'è qualcuno che ricompra il prodotto, altrimenti resta solo spazzatura ammucchiata fuori discarica.

Ci sarebbe anche da fare una piccola osservazione sull'affidare il circolo virtuoso del riciclaggio ai privati, ai quali ovviamente non frega nulla dei problemi ambientali e vivono di business. Nel momento in cui non conviene più economicamente, il riciclaggio è game over. La collettività invece vede una convenienza che va al di là dell'incasso giornaliero, per questo la filiera della raccolta-riciclaggio-rivendita dovrebbe essere interamente pubblica.

Ma questo è un discorso communista e sovversivo quindi sicuramente sbaglio.

 

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