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Ancora con un blitz pro caccia selvaggia

16 dicembre 2009 0 commenti

Cacciatore

E’ stato ripresentato l’emendamento che cancella i limiti per la stagione di caccia. In queste stesse ore l’Europa condanna l’Italia per troppa caccia. Le associazioni AMICI DELLA TERRA, ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA, ENPA, FARE VERDE, LAC, LAV, LEGAMBIENTE, LIPU – BIRDLIFE ITALIA, MEMENTO NATURAE, NO ALLA CACCIA, OIPA, VAS, WWF ITALIA insieme unite commentano: “Governo e Parlamento fermino questo nuovo clamoroso tentativo di manomissione della legge 157/1992, che avviene proprio mentre la Corte di Giustizia Europea condanna l’Italia, e in particolare la Lombardia, per l’abuso della caccia in deroga”.

E’ il commento delle associazioni al nuovo blitz che rischia di consumarsi in queste ore nella Commissione Politiche Europee del Senato con l’emendamento alla legge Comunitaria 2009 sull’ampliamento della stagione venatoria.

“Per la terza volta in un solo anno, nonostante le ripetute bocciature da parte del Governo e delle Commissioni parlamentari competenti, viene ripresentato l’emendamento che cancella i limiti massimi per la stagione di caccia”.

Il fatto è molto grave tanto più perché l’emendamento, attraverso un totale ribaltamento della realtà, è “travestito” da adeguamento alle istanze europee, quando dall’Europa giungono invece richieste e contestazioni di segno diametralmente opposto.  Se dunque in Italia si fa abuso di deroghe, si continua a cacciare nei vietatissimi periodi di migrazione degli uccelli, insomma si caccia troppo e male come dimostrano le quattro procedure di infrazione e appunto l’ordinanza dell’Alta Corte di Lussemburgo, che con un atto rarissimo ha ingiunto all’Italia di sospendere d’urgenza la legge sulle deroghe della regione Lombardia; se tutto questo è vero, qual è la proposta che giunge oggi dal Senato? Allungare la stagione venatoria, cancellando i limiti del calendario nazionale e aprendo così una nuova, insostenibile stagione di deroghe, caos normativo e infrazioni.

“Siamo insomma di fronte ad una situazione incresciosa, nel merito e nel metodo, che sembra più il prodotto dell’ennesima azione di lobby di una parte minoritaria del mondo venatorio, che di attente valutazioni parlamentari e che deve essere necessariamente corretta, come già avvenuto negli scorsi mesi, da un atto di responsabilità da parte del Governo e dello stesso Parlamento”.