Il Senato approva Caccia NoLimits e le associazioni insorgono
Il Senato ha approvato la settimana scorsa l’articolo 38 della legge comunitaria, che cancella per tutte le specie cacciabili, tranne sei specie di mammiferi, i limiti della stagione venatoria attualmente previsti dalla legge (1° settembre – 31 gennaio). Tra queste specie, ben 18 (vedi notizie dettagliate su www.lipu.it ) si trovano in cattivo stato di conservazione. Specie come la Beccaccia, che si riproduce nei paesi nordici, la Quaglia, in declino per via della distruzione dell’habitat, l’Allodola (già utilizzata come richiamo vivo nell’attività venatoria) e molte specie di anatre tra cui la Canapiglia e il Codone, già oggi cacciate in periodo di migrazione. A beneficio di tali specie dovrebbero essere fin da subito decise e applicate nuove e più serie misure di tutela, tra cui una migliore conservazione degli ambienti naturali, il divieto assoluto di caccia durante le fasi di riproduzione e migrazione e una dura lotta all’ancora diffuso fenomeno del bracconaggio. E’ gravissimo che nell’anno internazionale della biodiversità il primo provvedimento assunto dall’Italia rischi di essere la libera deroga ai calendari venatori. Ciò in un paese dalla posizione geografica di grande importanza per le popolazioni di uccelli di tutta Europa, e al contempo estremamente vulnerabile sotto il profilo ambientale. Una situazione sfuggita di mano al Governo, che probabilmente aprirà scenari completamente nuovi nell’opposizione del mondo ambientalista, animalista e dell’opinione pubblica nei confronti della caccia. Nelle ultime ore infatti viene pronunciata una parola che da molti anni non si sentiva: referendum. Prima dell’approvazione dell’emendamento al Senato più di 150 associazioni ambientaliste hanno scritto al Presidente Berlusconi per chiedere di fermare questo obbrobrio legislativo, contro le normative comunitarie. Alla Camera sarà certamente battaglia, preannunciata non solo da tutta l’opposizione ma anche da diversi parlamentari della PdL. E i Ministri Prestigiacomo e Brambilla hanno espresso la loro contrarietà in merito.









