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Aspettando il prossimo inverno

24 febbraio 2009 0 commenti

di Ugo Bardi

trollinfrarossi

Foto presa a casa di Ugo Bardi con la telecamera a raggi infrarossi puntata su una superficie riflettente. La figura a destra nella foto è proprio lui, Ugo Bardi (con la telecamera in mano - si intravedono barba, baffi e occhiali). L’altra figura non è bene identificata, ma potrebbe essere il famoso troll invisibile, creatura misteriosa e arcana che si dice accompagni il presidente di ASPO-Italia nelle sue trasferte.

Nonostante che il 2008 sia stato fra i dieci anni più caldi della storia, è stato comunque un po’ più freddo degli anni precedenti. Questa ondata di freddo (relativo) ha dato la stura a un’ondata di negazionismo climatico di gente che, fra le altre cose, si era anche bevuta tutta di un fiato la balla dei ghiacci del Polo Nord che aumentano. A parte le balle, però, il freddo ha messo in difficoltà finanziarie chi, come me, vive in una casa costruita in quell “era di mezzo” in cui sembrava che non ci sarebbero stati problemi di combustibili nei secoli dei secoli; amen.

Casa mia è una villetta bifamiliare costruita nel 1965. In origine era del tutto priva di ogni accorgimento per il risparmio energetico. Con gli anni, ho fatto qualche intervento per migliorare le cose al piano di sopra, dove abito. Doppi vetri, isolamento sul soffitto, anti-spifferi alle porte. Ma queste cose non hanno fatto miracoli: la casa ha un sistema di riscaldamento con massicci termosifoni e una caldaia che sembra quella del Titanic. L’anno scorso, la spesa di metano si è aggirata sui 3000 euro per i due appartamenti (al piano di sotto abita mio padre).

Quest’anno, con le gelate che ci sono state, ho avuto un momento di panico: al solo rumore del bruciatore in cantina mi immaginavo il troll che lo alimentava spalandoci dentro biglietti da 50 euro. La cosa mi ha spinto a esplorare la situazione: è possibile fare qualcosa per non rovinarsi per scaldare la casa?

Ci ho fatto grandi ragionamenti sopra, ho contattato vari tecnici e ho sfruttato al massimo la competenza dei membri del forum “nuovetecnologieenergetiche.” I risultati sono, credo, abbastanza interessanti anche se, purtroppo, non del tutto confortanti. Trasformare una casa anni ‘60 in una “casa passiva” è veramente molto difficile.

La cosa più sconfortante è stata contattare di persona alcuni cosiddetti “esperti” in forma di installatori di pannelli, cappotti e isolamenti vari. Non voglio offendere nessuno dei lettori di questo blog che potessero appartenere alla categoria, ma quelli che ho trovato io mi sono parsi anche più ignoranti e impreparati di quelli che sostengono che i ghiacci del Polo Nord aumentano. Se gli fai la minima domanda, ma perché proprio quel tipo di isolamento, perché proprio li’,  e se gli chiedi di quantificare appena un po’ il risultato che ne otterrai, beh, buonanotte.

Insomma, prima di svenarmi a incappottare questo o quello, ho deciso di mettermi a fare delle misure per vedere cosa potevo capire delle prestazioni di casa mia come entità abitativa riscaldante l’inquilino al suo interno. Inizialmente avevo pensato che gli installatori fossero attrezzati con adeguati strumenti, ma poi mi sono accorto che non ne sanno di telecamere a raggi infrarossi più di quanto il mio cane ne sappia di apriscatole. Per cui mi sono attrezzato di persona.

Il primo macchinario che ho cercato di procurarmi è stata una telecamera a infrarossi. Qui, mi sono accorto subito che i prezzi sono troppo alti per le finanze di un privato. Minimo qualche migliaio di euro e non ne vale la pena. Per fortuna, Luigi Tacconi, socio di ASPO si è molto gentilmente prestato a venire a casa mia con la telecamera di proprietà della provincia di Firenze, a lui affidata. I risultati sono stati piuttosto interessanti, ne avate visto un esempio più sopra; eccone un altro, un tantino più mirato

finestra_infrarossi1

Questa che vedete qui sopra è una delle finestre di casa mia,presa dall’interno con la telecamera a infrarossi. Vedete che l’infisso in legno è abbastanza bene isolante, meglio del doppio vetro che - peraltro è più o meno alla stessa temperatura del muro ai lati. Notate la “cornice” blu intorno alla finestra; una zona un paio di gradi più fredda del resto dovuta al fatto che in quella zona il muro è molto più sottile.

Ho passato qualche ora a esaminare casa mia con la telecamera a infrarossi. I risultati sono stati interessanti, ma non del tutto soddisfacenti. La telecamera è uno strumento potente, ma non è facile trovare il modo di fare delle buone misure. Si sente la mancanza di uno zoom ottico e - dall’esterno - uno trova ogni sorta di inconvenienti in forma di alberi, altri edifici, e tutto quello che può ingombrare la visuale. La telecamera la vedo bene per esaminare grandi edifici facendosi un quadro d’insieme in un colpo solo. Per una casa come la mia, sicuramente non vale la spesa.

Di conseguenza,  mi sono attrezzato con un oggetto molto meno sofisticato: un termometro a raggi infrarossi. Eccolo qua in mano all’autore in posa Jamesbondesca:

ugo_ir1

L’oggetto è comprato a Hong Kong via ebay per una quaantina di Euro. E’ corredato di un mirino laser che ti da una buona idea di cosa stai misurando. Qui lo vedete in azione.

infraredthermometer

Con il termometro infrarosso, si possono fare molte misure, in diverse condizioni di temperatura esterna e interna. Questi termometri non sono precisi per misure assolute, ma vanno molto bene per misure relative. Così, ti puoi fare un’idea approssimata di dove sono le perdite principali in casa tua. Così, ho confermato l’impressione che avevo avuto con la telecamera. In sostanza, a parte la striscia intorno alle finestre, le perdite  sono, in ordine decrescente, 1) dai doppi vetri, 2) dalle pareti esterne e 3) dal soffitto. Le differenze sono abbastanza piccole, tipicamente dell’ordine di un grado centigrado con una temperatura esterna che va da 5 a 8 gradi centigradi e una interna intorno a 16 gradi.

In sostanza, con una piccola spesa, puoi vedere se ci sono delle perdite importanti in casa tua e prendere dei provvedimenti in proposito. Nel mio caso, tuttavia, non è che da queste misure sia venuta fuori una soluzione miracolosa. Dall’ordine delle perdite, deduco che, probabilmente, la misura più efficace sarebbe passare dai doppi vetri ai tripli vetri, ma ci vorrebbero infissi tutti nuovi e - a parte la spesa - il regolamento edilizio del comune dove abito impone infissi in legno, per i quali (credo) i doppi vetri sono difficili da inserire. In seconda battuta, ci sarebbe la possibilità di incappottare la casa. Ma, anche qui, la casa anni ‘60 non è stata costruita con questa idea in mente. Ci sono finestre di quelle “a persiana”, grondaie accostate al muro, ogni sorta di ingombri che andrebbero tutti modificati. Non so quali sarebbero i costi di una cosa del genere, ma ho il dubbio che sarebbero stratosferici.

Per il momento, mi sono limitato a abbassare  il termostato. Ho visto che, con un bel maglione, in casa si sta benissimo anche a 16 gradi. Questo ha portato già a un notevole risparmio rispetto alla situazione precedente, quando il termostato era settato a 20 gradi, anche se il totale della spesa lo devo ancora vedere.

Per fare un ragionamento serio di costi/benefici, putroppo, nemmeno il termometro a infrarossi basta. Bisognerebbe fare delle misure continuative su tempi lunghi per vedere come si comporta il “sistema casa” a diverse condizioni di temperatura esterna, vento, insolazione, eccetera. Da questo, uno potrebbe fare un modello che ti dice che cosa cambia e quanto risparmi se fai un “cappotto” o cose del genere. Ma questo non è ovvio a farsi, soprattutto quando uno ha a che fare con installatori che rimangono a bocca aperta quando vedono un termometro a infrarossi. Quindi, aspettando il prossimo inverno, se qualcuno dei lettori di questo blog mi può dare un suggerimento, è benvenuto.

Ringrazio Luigi Tacconi per il prestito della telecamera a infrarossi