Perché l’Abruzzo torni a volare alto
I problemi del dopo terremoto
I problemi del dopo terremoto
L’Abruzzo sta attraversando un momento difficile e con lui, indirettamente anche il Parco, per questo si moltiplicano le iniziative per rivitalizzare questa parte meravigliosa dell’Italia protetta. Il Comitato parchi ha preso l’iniziativa di creare un logo per risvegliare, qualora ce ne fosse bisogno, l’orgoglio locale ma più che altro per propagandare all’esterno questo ricco patrimonio. Pubblichiamo la nota che il Comitato parchi ci ha inviato.
Poco si è detto, scritto e ricordato, invece, su tutto ciò che quel territorio custodisce di eccezionale, simile a un albero ricco di vita preziosa, che un giorno non lontano potrebbe tornare a fiorire e a fruttificare come un tempo.
Gli appelli, le lamentele, gli aiuti e i soccorsi, pur giustificati e sentiti, rischiano di dissolversi lentamente, mentre sfuma la grande emozione collettiva del primo momento. Non si sente ancora spirare un vento capace di far tornare il sorriso sui volti mesti, di far alzare la testa e guardare al futuro, ritrovando la profonda energia di quella terra.
«Abbiamo tutti condiviso la profonda sofferenza per ciò che è accaduto, e ancora sta accadendo nelle zone terremotate, ci siamo sempre sforzati di ricercare una via di salvezza. Abbiamo molto osservato, riflettuto, discusso. E ci sembra evidente che il vero rimedio esiste, custodito nell’animo di tutti noi. È nella storia e nella cultura d’Abruzzo, nel suo carattere e nella sua armonia, nella natura aspra e selvaggia tra monti e valli, foreste e fiumi, sotto un firmamento stellato. Le radici di questa identità non possono essere cancellate e dissolte: tutti gli italiani, i moltissimi abruzzesi nel mondo e gli amici stranieri attendono un segnale nuovo.
«Perché l’Abruzzo è la patria della natura vera, dove lo spirito del grande orso che l’ha reso famoso nel mondo, sopravvissuto tra mille difficoltà, aleggia ancora.
«Perché l’Abruzzo è la dimora del lupo, che da qui è ripartito alla riconquista di antichi territori, viaggiando instancabile lungo i sentieri di sempre.
«Perché l’Abruzzo è la terra dell’agile camoscio, che è tornato a vivere e a riprodursi, arrampicandosi e saltando sulle aspre montagne.
«Perché nei suoi cieli vola altissima l’aquila reale, che con un solo sguardo abbraccia e protegge tutta questa terra, dalle cime innevate all’azzurro mare.
«Mentre eravamo assorti in questi pensieri, un gruppo di giovani intonava tristemente un canto struggente: «Addije, Addije, amore». Poi qualcosa è cambiato, e come pervasi da una sensazione nuova, tutti hanno accennato un’altra melodia famosa: «E vola, vola, vola ». Evocava i canti della giovinezza, e così, quasi senza accorgercene, anche noi meno giovani siamo entrati nel coro, ritrovandoci infine tutti insieme a sussurrare un inno alla vita, alla rinascita e alla gioia.
Ecco perché abbiamo trasfuso queste emozioni in un semplice simbolo capace di esprimere la dignità e l’orgoglio d’Abruzzo: il messaggio del grande orso, che vuole continuare a vivere e a diffondere un forte messaggio di armoniosa convivenza tra uomo e natura».








