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Con l’edilizia bioclimatica risparmieremmo 2 miliardi di tonnellate di Co2

2 aprile 2009 0 commenti

L’argomento dell’edilizia bioclimatica viene ampiamente trattato su giornali, riviste e sui media radio televisivi con intensità crescente accompagnata da una qualità di proposte nettamente superiore a quella che veniva presentata negli anni 70-80. Posso citare, a titolo di esempio, la Casa del Sole di Verbania (Lago Maggiore), lo Sportello Energia in Provincia di Piacenza, Architettura Bioclimatica e Edilizia Sostenibile a cura del Comune di Prato, e infine Progetti di Edilizia Bioclimatica a cura del Comune di Frascati, in provincia di Roma.

Ho citato questi quattro esempi, molto recenti e del tutto esemplari, ma ne potrei citare altri mille in tutte le province e le regioni italiane, dal Nord al Sud! Ma come trascurare la splendida casa bioclimatica, del tutto autosufficiente, ideata, costruita, collaudata e perfezionata da uno dei più grandi esperti a livello internazionale, l’Arch. Sergio Los ; oppure la futuribile casa ecologica in Svizzera, che ha la caratteristica di essere posta su una pedana girevole, che si muove in sintonia con il sole, consentendo quindi alla abitazione stessa di godere del massimo soleggiamento per tutta la giornata: stupendo!
Tutte queste idee, queste iniziative, queste proposte vengono moltiplicate una infinità di volte a livello di ONU, di Nazioni Unite, che hanno recentemente “rilanciato”, con un apposito rapporto, approvato all’unanimità, l’architettura a risparmio energetico, ovvero gli edifici eco-compatibili contro l’effetto serra: il risparmio valutato? Ben due miliardi di tonnellate in meno di CO2 immesse nell’atmosfera! Nel dettaglio, questo studio dei tecnici dell’ONU dimostra che la bio-architettura potrebbe contribuire, per il clima e per la riduzione dei gas serra, in misura addirittura maggiore rispetto a quanto previsto dal noto protocollo di Kyoto. Un uso migliore del cemento, dei metalli, del legno, degli isolanti termici, accompagnato ad una maggiore efficienza energetica negli edifici pubblici e privati potrà far risparmiare milioni di dollari ed una quota oscillante tra il 30 ed il 40 per cento di tutta l’energia mondiale. Per far sì che l’architettura possa avere un ruolo chiave nella lotta ai cambiamenti climatici sono sufficienti misure semplicissime e molto economiche: per esempio, utilizzare pannelli oscuranti per proteggere dal sole nei climi molto caldi, adottare in misura molto vasta ed in tutti gli edifici le lampadine a risparmio energetico, adottare un migliore isolamento termico delle pareti e dei tetti, ed ancora ventilare in modo adeguato i vari ambienti di lavoro e di riposo. Un suggerimento fin troppo evidente è poi quello di evitare di costruire edifici più grandi del necessario, sinonimo di grande, esagerato, eccessivo consumo energetico…Insomma, detto ciò e con stime al ribasso, l’edilizia eco-compatibile potrebbe determinare, in tutto il mondo, la riduzione pari a 1,8 miliardi di tonnellate per le emissioni di anidride carbonica , ovvero il principale responsabile dell’effetto serra. Una politica ancora più aggressiva potrebbe abbattere le emissioni fino a 2 miliardi di tonnellate, addirittura tre volte la quantità prevista dal protocollo di Kyoto! Ovviamente, è bene sottolineare che la costruzione di edifici eco-compatibili costerebbe solo dal 3 al 5 per cento in più rispetto a quelli tradizionali, ma consentirebbe di spendere molto, molto meno sul lungo periodo. In chiusura di questa nota, torniamo in Italia con la recente pregevole iniziativa di ENEL, Lega Ambiente, Difesa del Cittadino e Unione Consumatori denominata Le giornate del Sole, ovvero come promuovere nel nostro Paese la cultura dell’efficienza energetica e l’uso delle fonti rinnovabili: piccoli accorgimenti quotidiani per ridurre i consumi domestici in tema di elettrodomestici (lavatrici e lavastoviglie, da usare solo a pieno carico; TV e stereo, evitare lo stand-by; frigorifero e congelatore, regolare il termostato su posizioni intermedie; illuminazione, scegliere lampadine fluorescenti compatte, costano di più ma consumano il 70 per cent o in meno; riscaldamento, mantenere la temperatura degli ambienti tra 18 e 20 gradi centigradi, eliminando le fughe di calore da finestre, porte e cassettoni delle tapparelle!
E ancora: fare la doccia invece del bagno, risparmiando così fino al 100 litri di acqua; accertarsi che i rubinetti, gli sciacquoni e i conduttori non perdano, con 30 gocce al minuto si sprecano circa 200 litri d’acqua al mese, ovvero 2.400 litri all’anno; e infine, non lasciare mai scorrere inutilmente l’acqua in bagno, in cucina, nel garage, nel giardino. Tanti semplici e piccoli trucchi per risparmiare energie e risorse in casa con acqua, luce e gas secondo natura: tutti i cittadini italiani possono meditare!
Franco Vivona
Ricercatore del CNR

www.comune.prato.it/ambiente
www.infobuildenergia.it
www.comune.verbania.it
www.comune.frascati.it