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Cina, agricoltura sostenibile contro la desertificazione

4 dicembre 2009 0 commenti

Contadini cinesi Ne parlavamo qualche mese fa dell’emergenza ambientale che sta attanagliando la Cina del nord-ovest: la desertificazione avanza e non sono più sufficienti le piogge e nevicate indotte a contrastarla. Perciò si è pensato di ricorrere all’agricoltura sostenibile, mettere da parte quella intensiva e iniziare a coltivare melone e a utilizzare meglio l’acqua.

Secondo uno studio frutto della collaborazione tra l’Isafom, Istituto dei sistemi agricoli e forestali del mediterraneo del CNR di Ercolano e l’Istituto cinese dell’Accademia delle scienze Cas-Careeri (Cold and Arid Regions Environmental and Engineering Research Institute) le cause sono da attribuirsi allo sconsiderato aumento delle terre destinate all’agricoltura intensiva e al disboscamento sconsiderato, con una situazione complessiva che va peggiorando.

In progetto la salvaguardia e il recupero di zone desertificate del nord ovest cinese che comprendono le antiche oasi nel bacino del fiume Shi-yang.

Dice Anna Tedeschi coordinatore del progetto per l’Isaform-CNR:

L’area è tra le più aride del mondo essendo caratterizzata da piogge scarse e irregolari (circa 150 mm l’anno), alte temperature ed elevata evaporazione, con periodi prolungati di siccità. In tale situazione l’immagazzinamento dell’acqua nel suolo ed il ruscellamento dalle zone montuose sono talmente insufficienti, tanto che nel Bacino di Minqin le acque non riescono a soddisfare i fabbisogni irrigui e idrici, provocando una riduzione delle oasi (passate dal 9% della superficie totale dell’area nel 1980 al 5% oggi, si stima si siano persi 2.520.000 ettari).

La zona però ha visto anche un brusco incremento della popolazione che è passata dai 900mila abitanti registrati nel 1949 ai 2milioni e 300mila del 2000, il che ha visto la destinazione di nuove terre all’uso agricolo. Spiega Anna Tedeschi:

Lo scenario è reso ancor più critico dall’irrigazione con metodi che richiedono grossi volumi d’acqua e hanno basso rendimento come quelli gravimetrici (sommersione e a solchi), che hanno creato un aumento della salinizzazione dell’acqua e del suolo, in una zona dove il 50% della risorsa idrica usata annualmente è costituita da acqua sotterranea.

Via | Almanacco della Scienza
Foto | Flickr